Micronutrienti - I

Spiga_1 Fino a non molti decenni orsono la scienza riteneva che l'alimentazione umana riposasse su principi semplicissimi: si pensava che occorressero alcuni sali minerali (di potassio, di sodio, calcio, ferro) nonché fosfati, elementi strutturali indispensabili, per le vigenti dottrine, al corpo umano; per il ricambio energetico si consideravano necessari tre gruppi di sostanze: le proteine, i carboidrati, i grassi. Chi non si accontentava di queste teorie universalmente accettate, era deriso e giudicato antiscientifico, come per esempio il medico dietologo svizzero Bircher-Benner.

Ciò ebbe gravi conseguenze, poiché diede inizio alla purificazione e alla raffinazione degli alimenti. Si credeva di conseguire cosi lo scopo utile, di scartare componenti secondari ritenuti del tutto privi di valore. Altro vantaggio pratico era di disporre di prodotti più facilmente conservabili e commerciabili in confronto alle derrate naturali. Si giunse così ben presto a consumare fino ad oltre il 70% dell'apporto calorico giornaliero in forma di prodotti raffinati. Oggi ci rendiamo conto che un vitto del genere, protratto per anni e per decenni, può risultare deleterio per l'organismo. Se il riso viene dapprima pilato e poi anche brillato perde il suo contenuto di vitamina B1 (tiamina), il che condusse, nei paesi in cui il riso è il nutrimento Grainsgroupfondamentale, a spaventose perdite di vite umane in seguito alla polineurite detta beri-beri.

La scienza c'insegna che proteine, carboidrati e grassi sono essenziali, ma che il loro catabolismo nell'organismo avviene per la presenza dei biocatalizzatori: per essere metabolizzati richiedono, oltre alle vitamine ed ai sali metallici, anche certi amminoacidi e acidi grassi, nonché enzimi, sostanze aromatiche e forse altri principi, ancora sconosciuti, che vanno distrutti nella preparazione delle vivande. I cosiddetti micronutrienti. [I - continua]

Approfondimenti
Dr. M. Bircher-Benner (in lingua tedesca)

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