Cibo e Salute - III

Mangiare_01 La qualità scadente dei prodotti e gli eccessi dell'alimenta­zione moderna tendono a sovraccaricare il sangue di grassi e scorie tossiche. Inizialmente il processo di autoregolazione naturale del corpo dirige il sangue intossicato verso il filtro epatico e altri organi emuntori, il cui ruolo è quello appunto di ripulire il sangue. Finché essi riescono a compiere il loro lavoro di pulizia via via che si presenta, restiamo in buona salute, ma col tempo gli organi, permanendo gli squilibri alimentari, si affaticano e si debilitano e a questo punto il flusso di veleni supera la loro capacità depurativa e va a provocare disordini. Il processo avviene in varie fasi.

I primi sintomi di questa progressiva intossicazione sono la stanchezza e l'astenia: le nostre energie diminuiscono e gli organi di depurazione e elimi­nazione (fegato, intestino, reni, polmoni) non hanno più la forza per eliminare le scorie tossiche e metaboliche dall'orga­nismo.

Questo stadio iniziale del processo patologico è riconos­ciuto da pochi, perciò spesso succede che, non prendendo le opportune contromisure sul piano alimentare e di igiene di vita, lo stato di tossiemia peggiori, giungendo ad una fase prima di 'irritazione', con fastidi o sensazioni in varie parti del corpo, cattivo umore, irritabilità o sintomi come prurito, nau­sea, mal di testa, ed in seguito di 'infiammazione', in cui le tossine si concentrano in una zona o in un organo particolare, creando una reazione da parte del corpo.

E' lo stadio tipico delle cosiddette malattie acute ed è generalmente il primo ad essere riconosciuto sia dal medico che dal paziente. Sostanzialmente l'infiammazione o la febbre  sono un modo per spingere o accelerare i processi di pulizia e riparazione, e purtroppo la mera soppressione dei sintomi attraverso l'uso generalizzato dei farmaci, pur utili in alcuni casi estremi o di effettiva urgenza, peggiora lo stato di intossicazione e contemporaneamente diminuisce col tempo le nostre capacità di reazione e di eliminazione. [III - continua]

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