Alghe e microalghe - I

Alghe_01_3 Molte persone, compresi alcuni medici e dietologi, confondono spesso le verdi-azzurre con le alghe marine. Errore che uno studioso di scienze naturali sicuramente non commetterebbe. Egli sa che, dal punto di vista biologico ed evolutivo, tra alghe di mare e verdi-azzurre c'è una differenza addirittura abissale. Le alghe marine sono infatti, similmente ai vegetali e agli animali, anche se con un grado più semplice di organizzazione funzionale, eucarioti, cioè organismi pluricellulari ben differenziati. Le verdi-azzurre invece sono procarioti, cioè, come i batteri, organismi primordiali monocellulari, le cui cellule non hanno ancora una struttura autonoma e differenziata. Esse vivono infatti in colonie scambiandosi informazioni e materiale genetico senza un preciso confine, morfologico e funzionale, tra una cellula e l'altra. Sono all'origine dell'evoluzione biologica di piante e animali. Per prime infatti, circa 4 miliardi di anni fa, attraverso la fotosintesi clorofilliana, hanno trasformato la luce solare in ossigeno e sostanze nutritive permettendo lo sviluppo della vita sul nostro pianeta. Ancora oggi producono l'80% dell'ossigeno che respiriamo ed, essendo all'origine della catena alimentare, sostengono e nutrono la vita di tutti gli esseri viventi. Mentre le verdi-azzurre, o cianofite, vivono un po' dovunque, sui muri, sulle cortecce degli alberi, nelle acque dolci, l'ambiente tipico delle alghe è il mare.

Le alghe marine commestibili (Kom­bu, Hijiki, Nori, Kelp, Wakame, Dulse), soprattutto in Giappone, hanno una antichissima tradizione poiché, in quelle regioni del mondo, forniscono  le vitamine e i sali minerali che le popolazioni occidentali derivano (o meglio derivavano, quando gli alimenti, a differenza di oggi, erano ancora ricchi di nutrienti) dalla frutta e dagli ortaggi. Esse costituiscono infatti una buona fonte di alcune vitamine, in particolare del gruppo B, e sostanze minerali come iodio, calcio, fosforo, sodio, potassio, ma­gnesio, manganese, calcio, zolfo, ferro. Tra questi lo iodio rappresenta il loro elemento più signifi­cativo. Le alghe marine rappresentano infatti la principale fonte di iodio organico e, già in passato, erano usate empiricamente nella cura del gozzo. Le al­ghe marine si possono utilizzare nelle mi­nestre, nella cottura dei legumi oppure insieme alle verdure e talvolta anche crude in insalata. Le possibilità di combinazione insieme agli altri alimenti sono numerosissime e ci si può sbiz­zarrire preparando piatti gustosi.

Nonostante si tratti di ottimi alimenti, certamente da valorizzare anche nella prospettiva dei consumi alimentari futuri dell'umanità,  lo spettro dei nutrienti delle alghe marine è assai più ridotto di quella delle microalghe verdi-azzurre, e questo è particolarmente vero in relazione alle verdi-azzurre selvatiche e complete come le microalghe Klamath [I - continua]

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