Azione antiossidante dei protonutrimenti

Ieri dicevamo che per avere una valida azione protettiva contro l'eccesso di radicali liberi occorre che nella nostra alimentazione sia presente uno spettro di nutrienti il più possibile ampio e completo. Infatti sia le vitamine, sia alcuni minerali e pigmenti, come abbiamo visto, svolgono un'importante funzione antiossidante.

Da questo punto di vista sicuramente i protonutrimenti come le microalghe selvatiche costituiscono un'integrazione importante ai nostri pasti, arricchendoli di principi nutritivi essenziali spesso carenti nei comuni alimenti.

In particolare l'Aphanizomenon flos aquae o alga Klamath è ricchissima di pigmenti come la clorofilla (oltre l'1% del suo peso a secco), dotata di elevate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.[1] Essa è, inoltre, una delle maggiori fonti di beta-carotene nella forma trans altamente assimilabile. Grazie alla sua sinergia con gli altri 14 caroteni, gli acidi grassi e gli altri fattori nutrizionali, il beta-carotene della Klamath ha un tasso di assimilazione veramente unico, come dimostrato da un recente studio nel quale i partecipanti, dopo un mese di assunzione dell'alga, hanno ottenuto un aumento medio del 60% di retinolo plasmatico, la forma attiva della vitamina A che svolge essenziali funzioni di protezione del sistema cardiocircolatorio, del sistema nervoso, della vista e della pelle.[2]

La Klamath è naturalmente ricca di ficocianine, molecole dotate di elevate proprietà antiossidanti. In particolare le ficocianine della Klamath hanno dimostrato di proteggere il sistema cardiovascolare dalla ossidazione dei grassi.[3] Le ficocianine sono anche dei parziali inibitori selettivi di alcuni dei principali enzimi (COX-2, lipossigenasi), responsabili dei processi infiammatori, inclusi quelli respiratori.[4]

La Klamath infine è caratterizzata da uno spettro completo sia di vitamine assimilbili, sia di minerali e oligoelementi in una forma naturalmente chelata e biodisponibile.

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1. Kamat JP, et al., Cholorophyllin as an effective antioxidant against membrane damage in vitro and ex vivo, in Biochim Biophys Acta, 2000 Sept 27; 1487(2-3):113-27; Boloor KK, et al., Chlorophyllin as a protector of mithochondrial membranes against gamma-radiation and photosensitization, in Toxicology 2000 Nov 30; 155(1-3): 63-71.

2. Vedi Benedetti S., Scoglio S., et al., Stato antiossidante e perossidazione lipidica in risposta alla supplementazione con alga Klamath, in Medicina Naturale, 2003, Novembre, n°6, pp.67-71. A differenza della Klamath, i normali integratori di beta-carotene rischiano di essere addirittura controproducenti. I famosi "CARET Studies" hanno provato come il beta-carotene sintetico o isolato può addirittura favorire i processi ossidativi e tumorali. Vedi Mayne S.T.et al, Beta-Carotene, carotenoids and disease prevention in humans, FASEB J., 10(7):690-701 (1996); Pryor W., et al, Beta-carotene: from biochemistry to clinical trial, Nutr Rev, 58(2 pt 1): 39-53 (2000).

3. Benedetti S., Scoglio S. et al., Antioxidant properties of a novel phycocyanin extract from the blue-green alga Aphanizomenon flos-aquae, in Life Sciences 75 (2004) 2353-2362. Vedi anche Bhat V.B., et al, C-phycocyanin: a potent peroxyl radical scavenger in vivo and in vitro, in Biochen Biophys Res Commun., 2000; 275(1): 20-25.

4. Reddy C.M., et al., Selective Inhibition of cyclooxygenase-2 by C-phycocyanin, in Biochem Biophys Res Commun. 2000; 277(3): 599-603, p. 601; Romay C., et al, in J Pharm Pharmacol. 1999, 51(5):641-42.

 


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