Il terreno costituzionale

Oggi corriamo rischi per la nostra salute sia a causa del forte inquinamento dell'aria, delle acque e dei suoli sia per lo sfruttamento intensivo dei terreni e l'agricoltura chimica che hanno portato a gravi carenze minerali. In più i cibi sono ulteriormente impoveriti di nutrienti per i processi di eccessiva raffinazione (riso brillato, zucchero, farina bianca, ecc.) e resi tossici per l'aggiunta di sostanze chimiche dannose. Infine, a causa della sterilizzazione o dell'eccesso di cottura, perdono le sostanze più volatili (enzimi e alcune vitamine) le quali sono anche quelle che rendono il cibo più vitale e assimilabile.

Poiché l'equilibrio dell'ambiente interno dipende strettamente da quello esterno, da cui riceve il nutrimento e la vita, questa situazione ha portato a gravi conseguenze per la salute dell'uomo. Sono aumentate negli ultimi 50-60 anni soprattutto le malattie di tipo cronico-degenerativo. Oltre a ciò oggi si assiste, nonostante la vasta gamma di farmaci e vaccini a disposizione, anche al ritorno delle patologie epidemiche e infettive. Tutto ciò è originato da un forte indebolimento del terreno organico e da una grave depressione del sistema immunitario.

L'importanza, come fondamento per la salute, del terreno costituzionale fu affermata già da Ippocrate, padre della nostra medicina. Egli infatti individuava nella "debolezza del corpo" la causa principale di tutti i fenomeni patologici. Questa dipendeva, a sua volta, dal "regime", vale a dire l'alimentazione e lo stile di vita. Oggi con il termine "terreno costituzionale" possiamo intendere anche il sistema immunitario, le caratteristiche ereditarie e la vitalità generale dell'organismo. Esso è col tempo diventato sempre più un fattore critico e, a causa di ciò, anche la capacità di mantenersi sani e attivi è molto diminuita nella maggior parte degli individui. E anche farmaci e rimedi, quando non creano ulteriori danni, non sempre funzionano o sortiscono risultati spesso solo parziali. Perché? Probabilmente quando l'energia vitale della persona è a terra, quando il terreno costituzionale e immunitario è troppo indebolito, ecco che la risposta dell'organismo allo stimolo procurato dal rimedio viene a mancare. Se i nostri nonni, una volta superati i primi anni dell'infanzia, vivevano con un'alta garanzia di salute (rimaneva sempre una percentuale di rischio di malattie che era lo spazio della "medicina del rimedio", per così dire), negli individui dei nostri giorni tale garanzia di salute si è ridotta notevolmente sia per lo stile di vita stressante e per l'ambiente sempre più inquinato, sia soprattutto a causa di un'alimentazione basata su cibi senza più nutrienti, devitalizzati e spesso proprio morti.

I prodotti e i programmi a base di nutrimenti selvatici primordiali possono essere definiti come "nutraceutici", o cibi in grado di svolgere una funzione indirettamente terapeutica. Essi vanno infatti proprio ad agire sul cosiddetto "buco" costituzionale che è lo spazio in cui mettono le radici le principali malattie degenerative, e nel quale probiotici e supercibi possono generare effetti potenti proprio perché non sono rimedi specifici, ma strumenti di rafforzamento delle intrinseche capacità di autoguarigione dell'organismo. Questo è il motivo per cui alghe, probiotici e altri nutrimenti primordiali possono avere effetti importanti su patologie specifiche anche gravi.

Oltre a ciò, le alghe e gli altri prodotti possono essere utilizzate come coadiuvante di sostegno in tutti i casi in cui vi sia bisogno di usare farmaci e rimedi più specifici, soprattutto in quei casi in cui la patologia sia particolarmente complessa, tale da richiedere la sinergia di più fattori terapeutici. Dopo la guarigione essi permetteranno di conservare e rendere stabili i benefici conseguiti.

 

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