Enzimi fungali

L'integrazione di enzimi attraverso alimenti opportunamente fermentati ha una lunghissima storia, ma gli studi moderni di enzimologia sono inziati nei primi decenni del secolo scorso e sulle loro basi si sono formate in seguito anche specifiche scuole mediche, soprattutto tedesche, che utilizzano gli enzimi alimentari come veri e propri strumenti terapeutici. In genere, però, si tratta di enzimi di origine animale, come pepsine, tripsine, pancreatina ecc. Un’altra fonte importante di enzimi alimentari sono frutti come l’ananas, da cui si deriva la bromelaina, e la papaia, da cui si ottiene la papaina. Tutti questi enzimi hanno però alcune importanti limitazioni. Innanzitutto, sono tutti enzimi proteolitici, cioè digeriscono soltanto le proteine. Inoltre, gli enzimi animali raggiungono la massima funzionalità alla temperatura di oltre 50°; mentre quelli vegetali la raggiungono tra i 20° e i 30°. C’è però una valida alternativa, gli enzimi derivati dal fungo aspergyllus (usato per la produzione di miso e tamari) attraverso un procedimento naturale messo a punto dal dr. Howell. Il primo vantaggio di questi enzimi è che si tratta di enzimi a spettro completo: non solo proteasi, ma anche lipasi (grassi), lattasi (latticini), amilasi e glicoamilasi (carboidrati e zuccheri), e perfino endofitasi, che scompone quell’acido fitico che impedisce una buona assimilazione dei minerali da vegetali ed erbe. Oltre a ciò, gli enzimi fungali raggiungono la  massima funzionalità tra i 30° e i 40°, la temperatura umana. Infine, e questa è forse la cosa più importante, gli enzimi da aspergyllus sopravvivono sia nel tratto acido che in quello alcalino e neutro dello stomaco. Assunti prima del pasto, gli enzimi svolgono la maggior parte del lavoro nella parte alta dello stomaco, predigerendo gli alimenti, e questo accade con tutti i tipi di enzimi. Ma una volta che il bolo alimentare passa nella parte acida e poi alcalina dello stomaco, mentre gli altri enzimi muoiono, quelli da fungo aspergyllus semplicemente sospendono l’attività, riattivandosi poi al livello del duodeno. Si può dunque affermare con certezza che gli enzimi ad ampio spettro del fungo aspergyllus sono in grado di rigenerare il processo digestivo, con effetti diretti ed indiretti su tutta la salute della persona. (1)
Alcuni di questi enzimi, assunti in forma concentrata, svolgono ulteriori importantissime funzioni: ad esempio le proteasi sono dei potenti antinfiammatori naturali, oltre ad avere anche proprietà immunostimolanti e anti-tumorali (2); mentre le lipasi riescono a normalizzare il metabolismo dei grassi, del colesterolo e dei trigliceridi.
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(1) Anthony J. Chicoke,
Enzymes and Enzyme Therapy, Keats Publ., New Conoon, CT,1994, p.159.
(2) I.Horger, et al.,
Zirkulierende immunokomplexe bei poliarthtritis-patienten, natura und Ganzheitsmedzin, 1988, 117. G.Stauder, K. Ransberger, et al., On the use of hydrolytic enzymes as adiuvant theropy in AIDS/ARC/LAS patients, Biomedicine et Pharmacotherapie, 1988,42:31-34.

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