Integrazione probiotica

Ma gli integratori di flora batterica intestinale sono davvero in grado di svolgere un'azione benefica efficace? Gli yogurt sono poco adatti come integratori probiotici, perché hanno solo piccole quantità di batteri esclusivamente transienti (non si installano e prolificano nell'intestino) e spesso i grassi e zuccheri che contengono vanno a nutrire proprio la flora patogena. Per quanto riguarda le colture liofilizzate di acidophilus, bifidus e altri batteri, che vengono consumate in capsule (preferibili alle tavolette), ci sono una serie di requisiti che la coltura dovrebbe soddisfare per poter essere veramente efficace:
1. Innanzitutto la coltura dovrebbe avere una buona durata nel tempo (molti dei probiotici in commercio sono già morti dopo poco tempo sugli scaffali del negozio).
2. Una volta assunto, il batterio dovrebbe essere in grado di resistere relativamente indenne sia al passaggio attraverso i succhi gastrici, sia nella zona alcalina dell'intestino. Oltre a ciò, il batterio dovrebbe sopravvivere bene anche al passaggio attraverso i sali biliari.
3. Ammettendo che il batterio ingerito sia effettivamente in grado di giungere nell’intestino, occorre che esso sia poi capace di attaccarsi alle pareti intestinali, e poi di competere con successo con i batteri patogeni già presenti.
4. Ma tutto questo non basterebbe se il batterio in questione non fosse in grado di svolgere tutta una serie di attività nutrizionali (produzione degli enzimi necessari alla digestione dei latticini, produzione delle vitamine B ecc.) e antimicrobiche.
E' molto difficile trovare ceppi di batteri che soddisfino tutti questi requisiti. Uno studio recente, pubblicato sul prestigioso Journal of American Nutraceutical Association ha messo a confronto 6 diversi ceppi batterici, 4 acidofili e 2 bifidobatteri, per verificare appunto la capacità di ciascuno di essi di soddisfare i suddetti requisiti(1). L’unico ceppo batterico che ha soddisfatto tutti i requisiti è stato l’Acidophilus DDS-1, uno dei ceppi probiotici più efficaci e resistenti.
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(1) M.Murthy et al,
Delineatìon of Beneficial Characteristìcs of Effective Probiotics, in JANA, Vol. 3, n° 2, 2000, pp. 38-43. I ceppi studiati sono stati gli acidofili NRRL 629, NRRL 4495, NRRL 1910, e il ceppo di acidofilo DDS-1; i bifidobatteri ATCC 15707 e ATCC15708.

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