Batterio killer: l'azienda produttrice dei germogli incriminati era bio!

Una delle aziende che produceva i germogli di soia causa del batterio killer era a marchio bio! Non possiamo più fidarci neanche del bio?

germogli-soia-bio.jpg I germogli di soia sarebbero la causa scatenante del batterio killer che sta tuttora seminando il panico nel Nord Europa.


Un grande smacco per i salutisti, soprattutto dopo che si è diffusa la notizia che una delle aziende che produceva i germogli nella Bassa Sassonia, la Gärtnerhof di Bienenbuttel, chiusa tempestivamente, era certificata bio.


La domanda sorge spontanea: non ci possiamo fidare neanche più dei prodotti biologici?

Roberto Defez, biotecnologo del Cnr, spiega al Corriere:


"Non basta appiccicare il bollino "bio", per dire che è un prodotto è coltivato secondo logiche puramente naturali: a volte il solo fatto di non utilizzare fertilizzanti sintetici, ma concimi naturali, autorizza le aziende a definire le loro verdure "bio", ma è tutta la filiera che deve essere "bio"".


Si teme, infatti, che i semi dei germogli provenissero da altre coltivazioni che hanno presumibilmente utilizzato letami "inquinati" dal batterio.


Prosegue l'esperto interpellato dal Corriere:


"E' fondamentale che l'agricoltura bio sia bio per davvero, che conti il prodotto e non la procedura con cui si coltivano le piante, che tutta la filiera sia controllata dalle aziende. Perchè sennò si arriva al paradosso che è un ortaggio è bio, perchè non usa fertilizzanti chimici, anche se cresce di fianco a una centrale nucleare".

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