Batterio killer: è colpa dei germogli di soia mangiati crudi

All'origine dell'epidemia del batterio killer Escherichia Choli (Ehec) che in Germania ha infettato almeno 2000 persone ci sarebbe una partita di germogli di soia provenienti da un'azienda di Uelzen.

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Sembra sia stata identificata la fonte dell'epidemia del batterio killer  Escherichia Choli (Ehec) che in Germania ha infettato almeno 2000 persone: si tratterebbe di una partita di germogli di soia provenienti da un'azienda di Uelzen.


Lo ha confermato alle 18 in una conferenza stampa ad Hannover il ministro della Sanità della Bassa Sassonia, Gerd Lindemann (Cdu):


"Abbiamo identificato un prodotto che è stato fornito in tutte le località in cui si sono verificate vaste infezioni di Ehec".


La presenza dell'agente patogeno Ehec nei germogli di soia non è ancora stata provata in laboratorio.

La Coldiretti fa sapere in una nota:


I germogli di soia che hanno un sapore vagamente simile al burro si ricavano dal germoglio appena nato dal seme per essere consumati come verdure. Si tratta di un mercato di nicchia molto ristretto diffuso nella cucina etnica e tra i vegetariani per l'importante apporto di proteine. In Italia sono consumati in estate da soli o come condimento e sono venduti in buste, vassoi o in scatola ma recentemente si è diffusa anche la coltivazione casalinga. I prezzi variano dai 4 ai 6 euro al chilo per il prodotto venduto in vassoi e nei supermercati è possibile acquistare germogli di soia di produzione nazionale.

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