Crisi del lavoro, 1 su 6 pensa al suicidio

Crisi economica, precariato, disoccupazione sono tutti fattori che alimentano ansia, depressione e isitinto suicidiario.

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Questa mattina si è tenuta presso la Sala Stampa di via Cordusio la conferenza "CON LA PRIMAVERA IN TESTA, I rischi dell'instabilità del clima interiore" a cui hanno partecipato: il Dr. Giuseppe Tavormina, Psichiatra - Segr. Generale European Depression Association EDA - e EDA Italia Onlus; il Dr. Calogero Anzallo, Psichiatra Forense - Venezia; il Dr. Giuseppe Spinetti, Presidente Società Italiana di Psichiatria Salute mentale e Ecologia; l'Avv. Giampaolo Landi Assessore alla Salute Comune di Milano.


Moderatore il Prof. Sergio Angeletti a cui dobbiamo l'invito che purtroppo abbiamo dovuto rifiutare e l'invio della cartella stampa di cui approfittiamo riportando gli appunti del Dr. Calogero Anzallo che si è occupato di "Crisi del lavoro e pensieri di suicidio!


La globalizzazione e la crisi economica sono due processi che hanno destabilizzato le comunità mondiali per quanto riguarda lo sviluppo industriale ed economico. La crisi economica ha prodotto sacche di disoccupazione e di lavoro precarizzato.


Tale disagio sociale si è riflesso sulla psiche dei lavoratori e dei loro familiari, che hanno visto cambiare la loro condizione sociale.


La manifestazione di tale disagio la si può quantificare con un incremento che passa dal 10 al 40 per cento delle richieste di consulto specialistico psichiatrico.


Le richieste di aiuto presso i Servizi psichiatrici riguarda principalmente l'area dei disturbi dell'umore e dell'ansia. Quindi, in particolare tutte le forme di depressione (reattiva, maggiore, ricorrente) e quelle dell'ansia (ansia generalizzata, attacchi di panico, somatizzazioni).

Queste condizioni cliniche, derivate da una condizione economica disagiata, portano a sviluppare - in misure fino al 15 per cento [1 persona su 6], sentimenti di disperazione fino alla idea che l'unica soluzione è togliersi la vita.


I gesti autolesivi (tagliarsi, bruciarsi, non alimentarsi), i tentati suicidi (defenestrarsi, impiccarsi, ingestione incongrua di sostanze e/o farmaci) ed i suicidi riusciti sono fenomeni in aumento in tutto il territorio nazionale.


Il sentimento di disperazione e di profondo sconforto aprono la strada all'ideazione suicidaria: "la soluzione per la mia condizione è togliermi la vita".


L'ideazione suicidaria non soltanto può investire direttamente colui che è stato vittima diretta della crisi socio-economica ma anche i familiari (partner e figli).


Si rende quindi evidente quanto sia necessario che i Servizi psichiatrici si attrezzino a fronteggiare questa emergenza dedicando più attenzione alle sintomatologie descritte, soprattutto se legate direttamente alla crisi economica.


I Servizi psichiatrici in questo periodo hanno l'esigenza di predisporre adeguate misure di prevenzione del fenomeno depressivo-ansioso e dell'ideazione suicidaria conseguente a questa condizione.

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