Emergenza nucleare, dopo la seconda esplosione di Fukushima ecco come difendersi dal cesio radioattivo: i consigli di Attilio Speciani

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Dopo l'orrore del terremoto e dello tsunami, il Giappone sta vivendo l'incubo dell'emergenza nucleare.


Come scriveva su Ecoalfabeta Marco Pagani ieri:

La situazione è ancora molto critica nei reattori 1 e 3 della centrale di Fukushima 1. I contaminati dalle radiazioni sono almeno 190. Iniziano a esserci problemi anche in altri siti nucleari: a Onagawa (dove venerdì c'era stato un incendio) si sono riscontrati valori di radiazione fuori norma e a Tokai ci sono problemi nel circuito di raffreddamento.


Oggi purtroppo si sono verificate ancora due esplosioni - sentite fino a 40 km di distanza nella centrale di Fukushima - molto simili a quella che si era verificata sabato nel reattore 1.

L'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) - riporta il Corriere - ha ricevuto notizie dalle autorità nipponiche che le strutture di contenimento del reattore 3 non sono state danneggiate.


La domanda sorge spontanea:siamo di fronte a un'emergenza nucleare a livello globale? E come possiamo proteggerci?


Molto interessante l'articolo scritto dal Dr Attilio Speciani sul sito Eurosalus, di cui vogliamo condividere alcune parti:


Viene rilevato del Cesio radioattivo intorno alla centrale e gli abitanti non evacuati sono stati invitati a chiudersi nelle case bloccando qualsiasi spiffero proveniente dall'esterno. Alle 11.27 l'ordine di evacuazione intorno alla centrale è stato portato a 20 km, raddoppiando il limite posto solo ieri (riportato dall'agenzia Kyodo). (...)


Quando ci si trova in mezzo all'equivalente di una esplosione nucleare non ci sono grandi vie di fuga, ma nella sciagurata ipotesi che questa sia dovuta al mancato controllo di un reattore nucleare o che sia dovuta all'impiego dell'arma atomica, tattica, intimidatoria o terroristica che sia, possiamo e dobbiamo essere preparati a controllare il fallout radioattivo, cioè la ricaduta nel corso dei giorni o delle settimane successive alla esplosione delle polveri radioattive.

Queste, come è già successo per Chernobyl, sono in grado di provocare danni gravissimi, ma possono essere controllate con efficacia. Dobbiamo ricordarci che i reattori nucleari sono possibili oggetti di terremoti o tsunami (come in Giappone) e sono sempre anche obiettivi sensibili del terrorismo, e la loro manomissione può comunque portare a danni di questo genere.

Di fronte ad una contaminazione nucleare specifica, si deve intervenire a contrastare l'azione di ogni singolo radionuclide presente; ognuno di essi infatti ha delle caratteristiche peculiari che consentono di mettere in atto delle difese efficaci.

Vanno conosciuti però i tempi di comparsa dei singoli contaminanti in relazione al tempo trascorso e alla distanza dal luogo della esplosione nucleare.

Non si dimentichi mai comunque che esiste un sinergismo enorme tra i diversi agenti inquinanti, e gli effetti nel tempo del fallout radioattivo di una esplosione nucleare o di una ripetizione di una nuova Chernobyl, si sommano a quelli degli altri inquinanti (gas di scarico ecc.), e agiscono in senso moltiplicativo tra loro grazie alla presenza di un livello elevato di radioattività.

Purtroppo non sempre la conoscenza specifica dei tempi di ricaduta di ogni singola sostanza radioattiva è certa e anzi molto spesso è volutamente celata per motivi politici o militari (in Francia ad esempio quasi tutti i dati di radioattività ambientale sono considerati segreto militare e non divulgabili).

Come strategia difensiva indichiamo quella da mettere in atto nel caso di un incidente nucleare simile a quello dell'86, anche perché rappresenta una possibile "tipica" reazione cui il mondo potrebbe essere risottoposto. Infatti i radionuclidi dispersi nell'ambiente dal disastro dell'86 non sono tipici di "quel" reattore nucleare, ma comuni invece alla maggior parte dei reattori esistenti, e strettamente simili a quelli provocati dallo scoppio di una bomba nucleare.

Insieme ai singoli preparati indicati sia per il Cesio, per lo Stronzio che per lo Iodio 131 (che ricordiamo ad oggi non sarebbe presente nell'aria) l'impiego protettivo di una dose da 5 ml al giorno di una preparazione che contenga i più importanti antiossidanti (Zinco, Rame, Manganese, Selenio, Vitamina C) come ad esempio in Oximix 2+ , ed una integrazione di Vitamina C , nelle varie formulazioni possibili, rimane uno dei capisaldi della difesa dalle radiazioni. Ricordiamo che lo Zinco ha una specifica azione di riparazione sui danni del DNA.

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