Etichette d'origine obbligatorie per tutti i prodotti alimentari

Marini alla manifestazione per l'etichetta.jpg


Dopo la votazione all'unanimità in Commissione agricoltura della Camera, il ddl 2260 è legge: via libera, quindi, alle etichette d'origine obbligatorie per tutti i prodotti alimentari.


Il presidente della Coldiretti Sergio Marini ha commentato:

"Questa legge  è una vittoria dell'Italia intera perchè il nostro Paese ha dimostrato di essere leader in Europa in tema di sicurezza alimentare  avendo avuto il coraggio di legiferare  laddove invece l'Europa, ancora troppo distante dai cittadini, ha trovato sempre il modo di  impantanarsi perpetuando di fatto  gli interessi  delle lobby degli affari. (...) Questa legge è una vittoria per i cittadini e per i consumatori che  potranno finalmente sapere da dove viene ciò che mangiano e scegliere italiano, perche l'agricoltura italiana e  il cibo vero italiano sono i più controllatati, i più sicuri e i più apprezzati al mondo. E' una vittoria  per le nostre  imprese agricole che - afferma Marini - potranno far riconoscere il valore del proprio lavoro e della propria qualità e contrastare la concorrenza sleale di chi vende per italiano ciò che di italiano non ha neppure l'incarto. E' una vittoria per la filiera agricola italiana, ma anche per le industrie e la distribuzione italiana che vorranno valorizzare il vero made in Italy quale  leva competitiva esclusiva per fronteggiare  i mercati interni ed internazionali"


Ma cosa prevede la legge "Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari"?

L'articolo centrale della legge è il numero 4 sull'etichettatura dei prodotti alimentari.


Vi si prevede che - informa la Coldiretti - al fine di assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle caratteristiche dei prodotti alimentari commercializzati, trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati, nonché al fine di rafforzare la prevenzione e la repressione delle frodi alimentari, è obbligatorio, nei limiti e secondo le procedure stabilite, riportare nell'etichettatura di tali prodotti, oltre alle indicazioni di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e successive modificazioni, l'indicazione del luogo di origine o di provenienza e, in conformità alla normativa dell'Unione europea, dell'eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di organismi geneticamente modificati (OGM) in qualunque fase della catena alimentare, dal luogo di produzione iniziale fino al consumo finale.


Per i prodotti non trasformati il luogo d'origine riguarda il paese di produzione. Per quelli trasformati dovranno essere indicati il luogo dove è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione o allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata.


Entro sessanta giorni dall'approvazione della legge dovranno essere emanati decreti interministeriali da parte del Ministero dello Sviluppo economico e di quello delle Politiche Agricole, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale nei settori della produzione e della trasformazione agroalimentare e acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari, con cui verranno definite le modalità per l'indicazione obbligatoria, nonché le disposizioni relative alla tracciabilità dei prodotti agricoli di origine o di provenienza del territorio nazionale.


Con gli stessi decreti  saranno definiti, relativamente a ciascuna filiera, i prodotti alimentari soggetti all'obbligo dell'indicazione, nonché il requisito della prevalenza della materia prima agricola utilizzata nella preparazione o produzione dei prodotti.


Chi immette in commercio prodotti privi dell'indicazione d'origine rischia una sanzione fino a 9.500 euro.


La legge sottolinea anche all'articolo 5 che le informazioni relative al luogo di origine o di provenienza delle stesse materie prime sono necessarie al fine di non indurre in errore il consumatore medio e l'omissione delle stesse costituisce pratica commerciale ingannevole.


Il testo prevede che origine degli alimenti dovrà essere prevista obbligatoriamente in etichetta e non potrà essere omessa anche nella comunicazione commerciale, per non indurre in errore il consumatore.


All'articolo 2 della stessa legge si introduce anche il divieto di inserire il nome di formaggi Dop nell'etichetta delle miscele di formaggi. Il nome potrà comparire solo tra gli ingredienti e a patto che la presenza di formaggio Dop non sia inferiore al 20 per cento della miscela.

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