I nati nel 2011 saranno più grassi ma con più neuroni

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Un'interessante ricerca messa a punto da Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", sull'identikit dei nati nel 2011, frutto di una ricerca dell'ufficio studi di Allianz che sulla scorta dei dati ufficiali e delle proiezioni degli istituti statistici istituzionali quali Istat, Eurostat e Nazioni Unite, ha tentato di individuare l'identikit dei bimbi che nasceranno nel 2011 provando a tracciarne anche la vita futura.


Riprendiamo l'argomento, però, anche su Scienza e Salute 2.0 perché quel che colpisce in questo rapporto sono i dati che rilevano il pericolo sempre più crescente di obesità contro cui dovranno combattere i nostri figli.


L'Organizzazione mondiale della sanità, al riguardo, parla chiaro: già oggi due europei su tre non raggiungono il livello minimo raccomandato di attività fisica di 30 minuti al giorno.


Le nuove generazioni tendono ad amplificare invece che ridurre il fenomeno. Nel 2056, all'alba dei 45 anni, il 45% dei figli dei baby-boomers - stimano le proiezioni Eurostat - sarà sovrappeso, il 5% in più della già poco edificante 40% attuale.

I più grassi saranno soprattutto i maschi (il 50%) mentre "solo" il 40% delle signore sarà seriamente in sovrappeso.

Su questo fronte, a parziale consolazione, siamo messi un po' meglio del resto d'Europa: in Gran Bretagna, Germania e Grecia già oggi una persona su due è sovrappeso e quasi sette bimbi del 2011 su 10 in questi paesi rischia, se non cambieranno le diete nazionali, di dover combattere tutta la vita per provare a rimettersi linea.


I nostri figli saranno, quindi, più grassi ma in compenso arriveranno ai settant'anni con una salute cerebrale decisamente migliore dei coetanei di oggi.


I neuroni, come il resto del corpo, stanno allungando la loro vita attiva.


Uno studio appena ripreso da Newsweek assicura che è sufficiente mantenere quotidianamente in esercizio la mente per riportare indietro anche di 35 anni le capacità del cervello.

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