La prosopagnosia: ecco l'effetto Picasso

pablo-picasso_ritratto-cubista.jpg Basta un attimo, una lesione nel punto giusto e il cervello inizia a comportarsi come provetto Picasso capace di deformare i volti al punto da non riuscire più a riconoscerli.

E' quanto accaduto 16 anni fa a P.S., una maestra elementare di 59 anni che improvvisamente non è più stata capace di riconoscere le persone che le erano note guardandole in volto.

Il suo è uno dei pochi casi noti di prosopagnosia acquisita in età avanzata, ma adesso proprio grazie ad alcune peculiarità con cui si è manifestata in lei la malattia, alcuni neurologi dell'Università di Lovanio, in Belgio, hanno compreso cosa accade nel cervello di tutte le persone che ne soffrono.
In generale, infatti, benché fosse assodato che in questa in forma prosopagnosia la ridotta capacità di riconoscere i volti
si acquisita per un danno cerebrale, la natura esatta del danno funzionale sottostante rimaneva tuttora molto discussa.
Studi recenti hanno dimostrato un'elaborazione carente delle informazioni provenienti dagli occhi; altri studi sembrano suggerire invece che i pazienti non riescono a giudicare le distanze relative tra i vari tratti somatici del viso.

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