Vertice Fao: promesse ma nessuno stanziamento, Usa e Cina concordano sui gas serra

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Impossibile non vedere un parallelismo tra gli accordi  presi tra Usa e Cina e il documento firmato all'unanimità nel summit della Fao che si sta tenendo a Roma. A dire il vero si dovrebbe parlare di non accordi e di un documento vuoto, dato che i risultati ottenuti dai due incontri più importanti per il futuro della Terra in questi giorni sono stati perlomeno deludenti, se non dei passi indietro.

I due colossi economici mondiali, infatti, hanno deciso che risoluzioni troppo impegnative riguardo alle emissioni di gas serra, e quindi riguardo lo sviluppo industriale, non possono trovare posto nella loro agenda. In questo modo viene anche privato di qualsiasi valore il futuro vertice di Copenaghen, che si aprirà il 7 dicembre, poiché difficilmente gli altri Paesi coinvolti si discosteranno dalle linee guida tracciate da America e Cina.

Allo stesso modo la prima giornata delle tre previste dal vertice Fao si è chiusa con una grande delusione: il documento firmato dai 192 Paesi dell'Onu presenti al summit ha sì riconfermato gli impegni fissati dal G8 dell'Aquila, ma, a parte la generica dichiarazione che "i governi rafforzeranno i loro sforzi per dimezzare il numero degli affamati entro il 2015", non sono stati presi provvedimenti concreti, in particolare nessuno stanziamento di fondi è stato messo in cantiere.

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