Science for Peace: Carlo Bernardini e gli ostacoli alla pace

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Avevamo già parlato dell'iniziativa di Avoicomunicare, il sito che Telecom ha creato per proporre un confronto aperto su temi importanti come lo sviluppo sostenibile, l'integrazione e la costruzione della pace.

Oggi è il turno di Carlo Bernardini, fisico e divulgatore scientifico di aderire a Science for Peace, il movimento promosso dal prof. Umberto Veronesi. Bernardini è uno dei fondatori dell'Unione Scienziati per il Disarmo e quindi un pioniere nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica su questa materia. Nella video intervista esclusiva per avoicomunicare  esprime la sua critica dura e puntuale sui temi della pace, del disarmo e della scarsa attenzione che tali argomenti ricevono dall'opinione pubblica.

 
Bernardini afferma che l'obbiettivo della pace universale è molto difficile da realizzare in tempi brevi, perché i fanatismi locali sono quasi radicati nel Dna delle persone e quindi non bisogna farsi illusioni sul processo di pacificazione, ma piuttosto dotarsi di pazienza e cautela
 
Uno degli ostacoli maggiori al progetto Science for Peace, secondo lo scienziato, è l'innata  diffidenza degli italiani verso la scienza, dato che ben pochi sono disposti a informarsi sui cambiamenti imposti dal progresso. Il dibattito italiano non aiuta, in quanto il dialogo è quasi inesistente e si tende ad accettare lo status quo con un fatalismo che rende impossibile qualsiasi iniziativa.
 
Bernardini poi difende la propria disciplina, la fisica, dalle accuse di essere une delle cause dello sviluppo degli armamenti, affermando decisamente che il lavoro del fisico consiste nello scoprire come funziona il mondo naturale. Le applicazioni delle scoperte vengono pilotate, in questo caso, dai mercanti d'armi che cercano nuove merci da immettere sul mercato.
 
D'altra parte, sottolinea lo scienziato, chi dovrebbe vigilare, per esempio l'Onu, lascia in realtà ampia libertà di movimento alle industrie belliche, secondo i dettami del libero mercato.
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