Crisi, energia e web: ne parliamo con Francesco Cozzo, ricercatore, progettista e blogger

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Il futuro del pianeta terra. Il nostro futuro. La crisi reale o percepita. Il passaggio dal petrolio alle energie rinnovabili. Questi sono tutti argomenti che in un modo o nell'altro fanno ormai parte del nostro quotidiano. Da qualche tempo ho scoperto un blog che ne parla in modo davvero interessante. Si tratta di Happyciency, curato da Francesco Cozzo, responsabile RD (ricerca e sviluppo) di un gruppo di aziende italiane e ora anche blogger.

cozzo-fransshot-1.jpg Lo abbiamo contattato per fargli qualche domanda. Ne è uscita una bella chiacchierata partita dal grande mondo che ci ha permesso di incontrarci: il web. "Credo che Rete e Web siano lontanissimi dai poteri consolidati - ci spiega Francesco - Sulla Rete tutti possono dire quello che pensano". Però questa libertà viene spesso additata come mancanza di controllo. Ultimamente Facebook è finito nel mirino della stampa per il caso dell'attore che ha adescato una minorenne utilizzando proprio il social network più famoso del momento: "Tutto ciò che resta lontano dal controllo televisivo al quale siamo abituati viene sempre massacrato dai media. Trovo ancora più incredibile che spesso venga fatto anche utilizzando proprio il web. Qui si spera sempre che ci sia una collaborazione libera tra le persone. Sarebbe bello proseguire proprio in questo senso".

Passiamo a parlare di energie rinnovabili. Argomento molto trattato proprio su internet da diversi blog.
"Ho solo una certezza: il nostro Paese non è pronto. Le nuove energie sono fonti da interpretare, sono un argomento da toccare con attenzione. Non ci facciamo mai la domanda: a cosa ci serve l'energia? Vorrei capire perché c'è così tanta sete di nuova energia. Ne abbiamo davvero bisogno?".

E i pannelli fotovoltaici di cui tanto si parla?
"C'è molta speculazione. Rappresentano un impegno pesante con scarse garanzie di ritorno energetico. L'80% del mercato dei pannelli è in mano alla BP, una società del Regno Unito operante nell'energia e soprattutto nel petrolio e nel gas naturale. Questo dimostra quanto possa essere importante per le potenze del petrolio".

E la crisi? Qualcuno dice che ormai è passata...
"Mi piacerebbe. Questa crisi è scoppiata in modo anomalo. C'è stato un crollo inspiegabile in corrispondenza con le elezioni americane. Il fatturato medio delle aziende è crollato anche del 40%. Mi sembra di avvertire stranezze e anomalie. Siamo in crisi, ma i magazzini sono stracolmi di prodotti. Mi viene quasi da pensare che questa sia una crisi di consumi, una crisi di spreco. Non riusciamo più a consumare quanto produciamo e questo crea problemi. E' come se il sistema fosse andato in tilt perché non siamo riusciti a stare dietro ai nostri ritmi sempre più alti. Forse non servono soluzioni, ma solo cambiamenti".

Interessante...
"Questo potrebbe anche essere un momento di grande opportunità. Per questo motivo spinto da un caro amico ho aperto il mio blog. Per risolvere i problemi bisogna agire. Restare fermi a guardare non serve a nulla. Forse la domanda giusta è: Se potessi usare meno per fare di più, cosa farei? Siamo un mondo schiavo dell'oggettistica. Un esempio? Un lettore mp3, fatto di molti meno pezzi rispetto, ad esempio, ad un lettore a disco ottico, può aumentare o diminuire il Pil? Secondo me esclusivamente diminuire".

Fare qualcosa? Che cosa?
"Agire. Ma vedo l'Europa alla finestra. Stiamo tutti lì a guardare che cosa combinano gli Stati Uniti. C'è un'attesa estenuante. Bisognerebbe iniziare e semplificare i processi di produzione partendo dalle piccole cose. Creare stati di efficienza superiore. Abbiamo superato la soglia della fruibilità. Non possiamo stare al passo con la nostra produzione. Ne siamo sopraffatti. Prima dei computer si disegnava una macchina ogni 10 anni. Dopo l'avvento dei pc spunta un nuovo modello all'anno. Ma le aziende hanno meno esigenze, meno personale. Prima servivano dieci persone, ora solo una davanti a un computer. Forse siamo arrivati al confine. Si specula sul denaro, sui posti di lavoro. Continuare a migliorare i prodotti, a ottimizzarli ci ha portato a questo punto. E' solo un'ipotesi, ma io la prenderei in considerazione".

E' come una catena di montaggio nella quale non riusciamo più a stare al passo. E' corretto?
"Sì, guardiamo l'energia. Andiamo in palestra perché abbiamo accumulato i grassi. Li abbiamo accumulati perché ci muoviamo poco. Perché usiamo mezzi che vanno a energia. E poi per perdere i grassi usiamo macchine attaccate alla corrente elettrica. Usiamo energia due volte quando potremmo non usarla proprio. E' semplicistico,ma l'esempio fa riflettere. In pratica è il massimo dello spreco possibile. La sprechiamo e andiamo a cercarne altra, magari rinnovabile. E' assurdo. E' surreale".

Torniamo al web e al blog...
"Nel corso della mia vita ho passato tanto tempo davanti a un terminale. Sono progettista e ricercatore. Negli ultimi mesi ho navigato molto sul web. Ho fatto fatica a comprendere alcune cose, ma adesso sono felice di avere fatto questo passo. Scrivere e leggere le considerazioni degli altro, mi aiuta a riflettere".

Ma qualcuno dice che questo è un posto pericoloso, popolato da gente brutta e cattiva...
"Ci sono cose buone e cattive. Entrambe fanno parte della natura dell'uomo. Ci sono nel mondo reale, perché non dovrebbero esserci anche qui? Internet è demonizzato e i motivi li abbiamo già spiegati all'inizio di questa chiacchierata. Aggiungo solo una cosa. Il male che si trova sul web c'è anche nella vita di tutti i giorni. Ma tante cose buone, le cose interessanti che si scoprono navigando, ci sono solo qui. Di questo ne sono certo". Vero. Verissimo.

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