La memoria migliora nelle brutte giornate?

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di Giulietta Capacchione

Dopo aver scoperto che l'ultimo inverno è stato tra i 10 più piovosi degli ultimi due secoli, urge una rivalutazione del positivo: pare che quando c'è cattivo tempo la nostra memoria sia più performante.

Joseph P. Forgas e colleghi della University of New South Wales di Sydney hanno condotto uno studio sul campo i cui risultati sono stati pubblicati sull'ultimo numero del Journal of Experimental Social Psychology.

L'esperimento è stato condotto in un'edicola/cartoleria di un sobborgo di Sydney per 14 giorni nell'arco di 2 mesi, sempre alla stessa ora (dalle 11 alle 16) e utilizzando lo stesso cassiere per minimizzare la variabilità dei suoi comportamenti e della sua personalità. Attorno alla cassa sono stati sistemati a caso 10 piccoli oggetti (animaletti di plastica, un salvadanaio rosa, un piccolo trattore, un piccolo autobus londinese e così via). Nel negozio un sottofondo musicale veniva diffuso in coerenza con il tempo atmosferico: triste in caso di pioggia, allegro in caso di bel tempo.

Gli avventori entravano nel negozio, vi perdevano circa 5 minuti e poi si recavano in cassa per pagare. Dopo aver lasciato il negozio un assistente li bloccava e chiedeva loro di essere così cortesi da cercare di riconoscere, all'interno di una lista di 20 oggetti, quali, secondo loro, erano attualmente presenti vicino alla cassa del negozio e con che grado di fiducia (su una scala da 1 a 6) ricordavano di averli visti. Alla fine i partecipanti indicavano il proprio umore, triste o felice, specificandolo espressamente.

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