Medici Senza Frontiere punta il dito sulle politiche di acquisto dei trattamenti antimalarici

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di Massimilla Manetti Ricci

Proprio nei giorni durante i quali la Food and Drug Administration ha approvato il farmaco Coartem (Novartis) come combinazione di due antimalarici (antemeter e lumefrantina) e mentre è di circa 2 mesi fa il lancio dello stesso farmaco in forma dispersibile e dal sapore gradevole, adatto ai bambini, Medici Senza Frontiere punta il dito sulle politiche di acquisto dei trattamenti antimalarici.

Nel 2001, in occasione del G8 di Genova, è stato istituito il Fondo Globale per la lotta all'AIDS, Tubercolosi e Malaria, che si basa su donazioni volontarie biennali dei paesi partecipanti e si occupa dell'accesso universale alle cure.

Questo Fondo, però, non può garantire l'acquisto delle combinazioni di farmaci antimalarici a dosaggio fisso, come invece previsto nel progetto Affordable Medicines Facility for malaria (AMFm), task force di Roll Back Malaria (RBM), partnership iniziata nel 1998 dall'UNICEF (United Nations Children's Fund), UNDP (United Nations Development Program) e WHO (World Health Organization) per debellare la malattia entro il 2015.

Il piano di AMFm prevede, infatti, questa terapia combinata di derivati dell'artemisia e di un altro antimalarico (ACT, cioè un farmaco disponibile per i paesi africani contro le malattie) a prezzi acquistabili dai paesi emergenti.

La combinazione a dosaggio fisso, cioè mescolata in una sola pillola, favorisce l'adesione alla terapia da parte dei pazienti perchè più facile da assumere ed inoltre riduce il rischio di resistenza al farmaco.

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