Regione d'Imilchil, Alto Atlante, Marocco: si promuove un turismo sostenibile e intelligente

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di Michela Dallona

Regione d'Imilchil, Alto Atlante, Marocco. 2300 metri d'altitudine, 21 villaggi situati lungo 49 kilometri sulle sponde del fiume Assif Melloul, "Fiume Bianco".

La popolazione, circa 17.000 persone, è costituita principalmente dai berberi della tribù di Ait Hdiddou, anticamente nomadi. L'economia si basa principalmente sull'auto-sussistenza, grazie ad agricoltura ed ad allevamento. La lingua più utilizzata è il tamazight, poiché l'arabo è la lingua ufficiale viene utilizzato nell'amministrazione e nel commercio. 

Situata a 170 kilometri da Beni Mellal, Imilchil è menzionata nelle guide e su svariati siti turistici per la festa dei fidanzamenti che si svolge in settembre, il "moussem". Festa di tre giorni che si svolge nel villaggio di Ait Ameur durante la quale i ragazzi della regione scelgono una promessa sposa e i genitori negoziano la dote in dromedari, appezzamenti di terreni o greggi.

Ma Imilchil ha un'altra grande, spettacolare particolarità, che meriterebbe di essere menzionata nelle guide turistiche e che le ha valso il titolo di "Villaggio Civico" dalla sociologa marocchina Fatema Mernissi in Karavan: dal deserto al Web (Giunti, 2004 - pagg. 54, 55- opera visionabile anche su Google Ricerca Libri per concessione dell'editore).

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