Il rapporto tra voce e fertilità: ne parla Psicocafè

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di Giulietta Capacchione

Cari avventori, restiamo sull’argomento “voce umana” . Ricorderete il post di qualche settimana fa dal titolo “Se la ballerina di lapdance è fertile guadagna più soldi”. In quel post, al di là della specifica ricerca, discutevamo della possibilità, suggerita da diversi studi, che anche le femmine della nostra specie producano delle microsegnalazioni della loro fase di estro, o periodo fertile che dir si voglia.
In particolare ci chiedevamo: quali sono, se ci sono, e se ci sono in tutte le donne, queste micro-modificazioni comportamentali? E se le micro-modificazioni non fossero comportamentali? Se entrassero in gioco feromoni, profumo del corpo, attrattività del viso, modulazioni della voce ecc.ecc.?

Una nuova ricerca, pubblicata su Biology Letter da Gregory Bryant e Martie Haselton dell’Ucla risponde, anche se solo in parte, ai nostri interrogativi.
I due ricercatori hanno reclutato 69 donne con ciclo ovulatorio normale e ne hanno registrato degli spezzoni di parlato. Il primo contenente la frase “ Ciao, sono una studentessa dell’UCLA”, il secondo le 5 vocali a e i o u (vocali nel senso del suono e non come lettere dell’alfabeto, differenza sostanziale per chi parla inglese e irrilevante per noi italiani, vedi la voce vowel monopthong su wikdictionary).
Gli spezzoni di parlato sono stati “prelevati” una volta durante la fase follicolare (alta fertilità) e un’altra durante la fase luteinica (bassa fertilità). In questa ricerca l’individuazione della fase mestruale è stata effettuata con test ormonali e non con il semplice self report.

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