2030, fine del mondo? Molto peggio, fine delle risorse del pianeta

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L'allarme arriva dal WWF. Secondo i ricercatori che hanno redatto il "Living Planet Report 2008", nel 2030, andando avanti di questo passo, la terra si consumerà, annullando totalmente le risorse in favore di un uomo sempre più esigente e onnivoro.

Ne avevamo parlato in occaione dell'Earth Overshoot Day: la domanda sulle risorse del pianeta supera del 30% la sua capacità rigenerativa, in pratica viviamo al di sopra dei nostri mezzi, cosa significa? Che abbiamo uno stile di vita che non è più sostenibile per l'ambiente e che la prossima "bolla" che esploderà, dopo quella finanziaria sarà quella ambientale, come scrive don Paolo di Passi nel Deserto, riportando le parole di James P. Leape, direttore generale di Wwf International: "A livello mondiale, durante l'ultimo anno il prezzo dei raccolti ha raggiunto vertici da record in gran parte a causa dell'aumento della domanda di cibo, mangimi e biocombustibili e della continua diminuzione della risorsa idrica". 

Ma il vero problema è che "al giorno d'oggi produciamo più cibo di quanto sia mai accaduto nella storia dell' umanità, eppure più di una persona su dieci sulla Terra ha fame. L'inedia di 800 milioni coincide con un altro primato nella storia: gli affamati sono sopravanzati dal miliardo di abitanti sovrappeso del pianeta". La nostra grossa grassa contraddizione, è stata chiamata da Marco Pagani di EcoAlfabeta.

La popolazione sovrappeso e quella affamata sono strettamente collegate attraverso le catene di montaggio che portano il cibo dai campi alle nostre tavole. Le multinazionali che ci vendono il cibo, interessate escusivamente al profitto, influenzano e impongono il modo in cui mangiamo e in cui pensiamo al cibo"  continua EcoAlfabeta riportando un estratto dal libro di I padroni del cibo di Raj Patel "Le nostre scelte non sono del tutto nostre perchè, persino in un supermercato, il menù non è scritto da noi, dalla stagione o dalla geografia, e nemmeno dalla gamma completa di gusti e alimenti, bensì dallo strapotere delle multinazionali del cibo".

Consumare meno e meglio. Ma come si fa? Per saperne di più continua sul blog EcoAlfabeta e Passi nel Deserto  

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