Resurfacing anti-rughe, il viso ringiovanisce con il laser

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di Dott. Claudio Lucchini  

A volte basta guardarsi allo specchio per scoprire quanto il Tempo scorra rapido. Rughe sul contorno delle labbra e sul collo, le classiche “zampe di gallina” intorno agli occhi, macchie senili sono solo alcuni dei segni che la vecchiaia, aiutata da fumo, stress, esposizione solare, scorretta nutrizione, inquinamento atmosferico e alcolismo lascia sul nostro viso nel corso del suo inarrestabile cammino. Un insieme di linee e sfumature cromatiche che rischiano di velare il nostro sguardo e l’espressione del volto conferendo loro un aspetto stanco e quasi triste. La tecnologia ancora non ci permette di fermare il tempo che scorre, ma ci offre in ogni caso la possibilità di spostare indietro le lancette restituendo al nostro viso la sua originale freschezza, elasticità, compattezza.

Una pelle come nuova con il raggio dei miracoli
Stiamo parlando dell’innovativo trattamento “resurfacing” cutaneo che ha come protagonista assoluto il laser, sia esso nella versione CO2 ad anidride carbonica pulsata (ovvero intermittente) o a Erbium. Efficace, duraturo, rapido e soprattutto assolutamente sicuro, il “resurfacing” attraverso il laser garantisce una riduzione di oltre il 75% delle rughe e delle macchie sul viso, cancellando completamente le rughe più superficiali e attenuando notevolmente quelle più profonde. Ma non solo. Con questo trattamento, portato alla ribalta nella prima metà degli anni Novanta dal dermatologo della California University di San Diego Richard Fitzpatrick e dal presidente della Società internazionale di chirurgia estetica laser Laurence David, è possibile eliminare da vista e memoria anche lentiggini poco estetiche, efelidi, couperose, teleangectasie, nei, verruche e lievi cicatrici lasciate magari da una malattia esantematica o dall’acne giovanile.

Vaporizzazione dell’acqua a effetto rigenerante

Ma come funziona nel concreto il “resurfacing”? Il processo è tutto sommato semplice: grazie alla sua estrema precisione, il laser è in grado di vaporizzare il livello superficiale della pelle, stimolando lo strato sottostante a produrre rapidamente cellule nuove che permettono così un sensibile miglioramento della compattezza ed elasticità del viso. In sostanza, si tratta di una tecnica di abrasione della cute a profondità controllata che, rispetto alla dermoabrasione classica, presenta il vantaggio di utilizzare uno strumento estremamente più preciso come il laser che garantisce una sicurezza assoluta grazie alla possibilità di dosare perfettamente la profondità d’azione e la regolarità d’impatto, evitando completamente il sanguinamento durante l’intervento. Il raggio utilizzato nel “resurfacing” infatti è in grado di vaporizzare in una frazione di secondo uno strato superficiale della pelle profondo 75 micron, pari cioè a un millesimo di millimetro, comprendente epidermide e tessuto papillare del derma. L’azione è talmente veloce che il calore emesso dal laser non riesce a surriscaldare l’acqua contenuta nei tessuti circostanti, eliminando così il rischio di un danno termico o di scatenare un processo infiammatorio.

Viso ringiovanito in 60 minuti
Accanto alla sicurezza dell’intervento, un grande vantaggio della tecnica del “resurfacing” è la relativa rapidità dell’operazione. Un trattamento completo del viso, infatti, non dura più di 60 minuti, mentre per trattamenti limitati sono sufficienti anche solo pochi minuti. E’ necessaria esclusivamente un’anestesia locale, e quindi il paziente può tranquillamente tornare a casa subito dopo l’intervento.

Prima la preparazione della pelle…
Dopo la necessaria visita preliminare, che serve per accertarsi se il paziente non è affetto da infezioni virali come l’herpes, se utilizza “Roacutane” per l’acne o creme agli alfaidrossi acidi, o soffre di ipersensibilità al sole, la pelle del viso deve essere trattata per un breve periodo di tempo con applicazioni di vitamina A e creme idratanti.

..poi la sua protezione
Dopo l’intervento di “resurfacing”, la zona trattata viene medicata con pomate antibiotiche o coperta con speciali cerotti fino alla completa riepitelizzazione che non richiede più di sette giorni. La pelle resterà arrossata per circa due settimane, e in ogni caso è fondamentale proteggerla soprattutto dai raggi del sole. Per questo motivo, per circa tre mesi è opportuno utilizzare creme idratanti e schermi solari ad alta protezione per U.V.A e U.V.B. Ma 90 giorni sono davvero un’inezia rispetto alla possibilità di godere di una vera e propria “nuova giovinezza”.

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