Scajola: via alla rottamazione per salvare l'industria italiana

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Un Paese da rottamare. La crisi economica ci strozza e non si fa attendere la geniale proposta del Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola che ha presentato il nuovo piano di Governo per evitare il crollo delle imprese italiane: via alla rottamazione. Non solo auto, la novità sono gli elettrodomestici, finanziati attraverso il denaro dei contribuenti, che rappresenteranno secondo le parole di Scajola la parte più significativa delle “nuove” misure volte a sostenere lo sviluppo industriale nel nostro Paese.

Ma quali risultati si aspettano? Bisogna dire a Scajola che l'italiano medio non cambia auto ogni anno, anzi il trend è cercare di usarla sempre meno. E poi c'è da considerare l'inquinamento che si produce: "qualunque sia l'oggetto della rottamazione, essa si manifesta nell'anticipare innaturalmente la morte di un prodotto in modo da consentire alle aziende di venderne uno nuovo" commenta Rosario Mastrosimone del blog Sostenibile "con la rottamazione si favorisce la trasformazione di prodotti ancora funzionanti in spazzatura, favorendo al contempo un'illusoria crescita economica creata dopando la domanda di prodotti, ma destinata a spegnersi in poco tempo".

Ma a chi serve rottamare? All'industria dell'auto ma certo non all'ecologia.
Negli ultimi anni i vari governi che si sono succeduti hanno rottamato di tutto: la cultura, la giustizia, l’ambiente, i frigoriferi, le auto, i lavoratori, il buonsenso, le pensioni, i risparmi, la scuola, la sanità, perfino la speranza, riflette Marco Cedolin sul blog Il Corrosivo.  

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Una proposta bocciata dalla Blogosfera: nei molti commenti si sostiene che neppure la rottamazione sarà in grado di tenere in vita artificialmente dei settori come quello automobilistico e quello degli elettrodomestici che in tutto l'occidente stanno andando per forza di cose incontro ad un notevolissimo ridimensionamento dopo avere saturato il mercato oltre ogni limite.

Non siamo più alla fine degli anni '50, ai bei tempi del miracolo economico. In un Paese dove il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più profondo, stando ai dati Ocse, la rottamazione è il piano anticrisi per rilanciare l'economia? "Un incentivo per le trasformazioni a GPL, metano o addirittura elettriche sarebbe almeno stato una novità", commenta Debora Billi del blog Petrolio, ma sembra che una peculiarità squisitamente italiana sia l'essere in ritardo. Dai mezzi pubblici agli impegni presi è tutto in ritardo. Un ritardo culturale, scrive Mario Delfino sul blog Parole Verdi, visto che ancora non si è capito che la tutela ambientale non costituisce un vincolo ma un'opportunità.

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