Blog Action Day: i blogger contro la povertà

Quanto tempo della nostra giornata passiamo davanti al computer? E di cosa parliamo quando usiamo la chat o i social network? Anche ques'anno il Blog Action Day incoraggia i blog di tutto il mondo a parlare di un unico tema per sensibilizzare l'opinione pubblica e raggiungere una platea numerosa: quest'anno il tema è la povertà.

Un argomento difficile ma importante sul quale in questo momento stanno scrivendo oltre 10.000 blog in tutto il modo! Per vedere gli interventi dei blogger potete visitare il sito della campagna oppure vedere i numerosissimi risultati su WikiO Google Blog e Technorati. Anche all'interno di Blogosfere alcuni blog hanno aderito all'iniziativa. 

Marco Pagani di Eco Alfabeta denuncia che la povertà non è mai una fatalità, ma è sempre frutto di un'ingiustizia perché sappiamo tutti che "il mondo oggi ha il cibo e le risorse per permettere a tutti gli esseri umani una vita dignitosa" solo che l'80% delle risorse è sfruttato dal 20% della popolazione mondiale.

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Cosa possiamo fare concretamente per ridurre la povertà? Eco Alfabeta consiglia di mangiare meno carne, "in questo modo il prezzo dei cereali e della soia dovrebbe scendere con grande giovamento dei popoli più poveri. Adottate uno stile di vita più sobrio.

Luciano Vecchi de Il Professor Echos ci ricorda che domani è la Giornata mondiale dell'alimentazione, dedicata quest'anno al rapporto tra cambiamenti climatici e bionergie. Il paradosso della crisi dei prezzi dei generi alimentari è che ha colpito milioni di poveri che facevano proprio dell'agricoltura la principale fonte di reddito. "Il prezzo di riso, mais e grano sta raggiungendo livelli record. Per 982 milioni di persone che vivono nella morsa della fame, la situazione è disperata".

Duccio Fumero del blog Rugby 1823 guarda a chi ha fatto della lotta alla povertà una scelta di vita e racconta l'esperienza di Paolo Familiari, ex giocatore di Treviso e Milano, che ha fondato in Congo una squadra di rugby, il Congalie Rugby Club, che accoglie decine di bambini e ragazzi dei quartieri più poveri di Pointe Noire. Qui Paolo Familiari parla del progetto. 

Anche nel mondo del calcio oltre alle partite per beneficienza, c'è chi si è rimboccato le maniche e ha dato il calcio d'inizio a dei progetti concreti per combattere la povertà. Ne parla Silvio su Blogosfere Sport e Motori: la Fondazione Pupi del capitano interista Javier Zanetti e  la Fondazione Milan, operativa dal 20 febbraio 2003. Per saperne di più continua qui.

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UPDATE! Ore 15,12: In moltissimi stanno continuando a parlare del Blog Action Day, si può partecipare anche postando il video della campagna, come ha fatto Luca Conti, o aggiungendo un banner che trovate sul sito.

E' interessante vedere i diversi punti di vista dei blogger che partecipano al Blog Action Day. Considerando la profonda crisi economica che stiamo vivendo forse anche noi stiamo iniziando a sentirci un pò più poveri. In Italia il 15% della popolazione vive con meno di 600 euro al mese. Per Tagliablog in Italia non c'è neanche più meritocrazia, "il sistema Italia ha creato un popolo di lavoratori fantozziani, personaggi demotivati che aspettano solo lo scatto di categoria biennale per guadagnare qualcosina in più".

Ma un modo concreto per aiutare i paesi più poveri è il microcredito, e ne parla il blog Culoecamicia consigliando la lettura del libro "Il banchiere dei poveri" di Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006. "Per quanto riguarda noi persone comuni, dobbiamo dimenticarci di fare la carità, gesto che serve solamente a farci stare per un po’ con la coscienza a posto, e dedicarci a qualcosa di più concreto. Grazie all’impegno di molto volontari spinti dai successi ottenuti da Yunus, abbiamo la possibilità di contribuire al microcredito attraverso, ad esempio, il sito Kiva.org".

Tra i blog stranieri che hanno aderito è interessante quello che scrive il blog di moda Catwalk Queen, un blog di una giornalista di moda che per un giorno parla della povertà. La coraggiosa blogger scrive che "la triste verità è che quando acquistiamo degli abiti anche se sappiamo da chi possono essere stati fatti, facciamo finta di nulla" ed elenca una serie di maison "che fanno la differenza" nel rispetto delle persone e dell'ambiente. 

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