Scandalo dei formaggi scaduti: Galbani denunciata dai suoi stessi dipendenti

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Quel che non ammazza ingrassa diceva il buon vecchio detto popolare ma non è detto invece che quel che non ammazza faccia anche bene... Chissà quanti ne abbiamo mangiati di Bel Paese, Certosa, mozzarelle Santa Lucia, mortadelle Golosissima e Galbanino scaduti o avariati che venivano "bonificati" mischiandoli a prodotto fresco e rivenduti sui banchi frigo dei supermercati italiani.

Galbani vuol dire fiducia? Era lo slogan dell'azienda, ma ce ne vorrà di tempo prima di riconquistare la fiducia dei consumatori. Ma la vera sorpresa è che a scrivere una nuova pagina nello scandalo dei formaggi "scaduti, bonificati e riemmessi sulle tavole degli ignari consumatori" questa volta sono stati gli stessi dipendenti della Galbani di Perugia. Alcuni lavoratori hanno presentato un esposto in procura contro la Galbani, mettendo la loro bella faccia per denunciare di essere stati obbligati, per anni, dai capi del personale a vendere merce con la data di scadenza contraffatta (da Repubblica.it)

Tanto di cappello. Le loro dichiarazioni con tanto di prove come fotografie e registrazioni audio, hanno portato al ritiro di tonnellate di merce scaduta dal mercato e un'inchiesta aperta dalla Guardia di Finanza. "Proviamo a pensare un attimo alle implicazioni di tutto ciò", ci suggerisce Debora Billi del blog Crisis "A quello che succede in moltissime aziende italiane, dove i dipendenti sono costretti a manipolare merce avariata che finirà nei supermercati e nelle pance dei bambini" e continua "Tutto ciò nella più assoluta tranquillità dell'(im)prenditore, certo che i suoi sporchi segretucci sono in una botte di ferro: lo schiavo non parlerà mai, per paura di perdere il pane quotidiano". Per saperne di più continua su Crisis

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