Calcio e SLA, Baggio: "Borgonovo eroe moderno"

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Erano in 30 mila ieri sera al Franchi per la partita tra Fiorentina e Milan con l'aggiunta di vecchie glorie come Baresi, Donadoni e Gullit, a favore di Stefano Borgonovo e della sua battaglia contro la  SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, meglio nota come Morbo di Gehrig. "Tutti per Stefano Borgonovo", le parole che hanno infiammato la serata fiorentina di emozioni e lacrime. L'ex attaccante della Fiorentina che il 5 settembre scorso è uscito allo scoperto mostrandosi immobilizzato su una carrozzina e comunicando con un sintetizzatore, è stato accompagnato nel giro di campo che ha preceduto il calcio d'inizio dall'ex-compagno Roberto Baggio, con il quale ha formato una formidabile coppia gol ai tempi della Fiorentina, la "B2". 

"Stefano è un eroe moderno", il commento del Codino, "capace di mettere la sua faccia e la sua sofferenza in mostra ai fini della ricerca per una malattia ancora conosciuta poco". Una malattia terribile, degenerativa, che si prende qualcosa di te ogni giorno che passa. Una malattia che ti trasforma, che non riesci ad accettare, che imbarazza, che fa distogliere lo sguardo in questa società zucchero e catrame che invece ci vuole efficienti e bellissimi, una malattia così è un pugno nello stomaco.

Il ricavato della partita servirà per creare la "Fondazione Borgonovo", che stanzierà fondi per la ricerca e garantirà assistenza domiciliare e ospedaliera ai malati di SLA. "Penso che insieme abbiamo fatto nascere qualcosa che distruggerà la stronza" riferendosi alla malattia, e "Lasciate fuori il calcio, perchè il calcio non c'entra nulla" sono stati alcuni commenti di Stefano Borgonovo, oltra all'aver ringraziato tutti i presenti e la città di Firenze. Il calcio non c'entra nulla?

Il calcio forse no, ma quello in cui è immerso il calcio di oggi probabilmente sì. Questa è l'opinione di Raffaele Guariniello, il magistrato che su denunzia specifica della moglie di Bruno Beatrice, ex calciatore della Fiorentina, morto di leucemia, ha aperto indagini su molti casi. Ad oggi sono ben 35 i calciatori morti per SLA e i casi sono 10 volte di più che nel resto della popolazione. Quali sono le cause? Si stanno studiando i microtraumi, gli agenti chimici e soprattutto il doping. Ma è davvero colpa del doping?

Qualcuno obietta che le stesse sostanze che sicuramente circolavano negli spogliatoi di qualche anno fa giravano anche in altri sport (vedi il ciclismo, ad esempio, vera colonia del doping) che non sembrano essere toccati da tale fenomeno clinico. Secondo Claudia Beatrice, figlia di Bruno, "è un insieme di pratiche: l'abuso di medicinali, di sistemi trapeutici o di allenamento". E' questo calcio che uccide i giocatori? La risposta si sta cercando, e per questo motivo sono sorte negli ultimi anni numerosissime teorie sulle sostanze responsabili dell’insorgere di questa malattia. Per saperne di più leggi qui.

Ieri sera c'è stato il calcio d'inizio, ma la partita contro la SLA continuerà ad essere "giocata" per 5 mila italiani che ne soffrono, per le persone che gli stanno a fianco, e per tutti coloro che vorranno dare il loro contributo, nella speranza che la scienza possa presto darci risposte più precise.

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