The highest blog: blogger senza frontiere dalle montagne del Tibet

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"Aggiornare direttamente un blog da una montagna di ottomila metri" questa è la sfida di cinque italiani che hanno unito la passione per la montagna a quella per il web dando vita al sito thehighestblog.com portando in quota un pc con il quale raccontare la loro scalata alla sesta montagna più alta del mondo, la cima del Cho Oyu. "The Highest Blog è il tentativo di dimostrare che Internet è uno straordinario strumento per raccontare pezzi di vite, esperienze e piccoli e grandi sogni, che uno si trovi a dieci metri o a ottomila", sottolinea Lorenzo Campani, la penna ufficiale della spedizione.

Questo il record da tentare. Per farlo, leggiamo sul blog che Lorenzo e i suoi compagni hanno scelto un computer leggero alimentato con una batteria fornita da pannelli solari, "niente generatori inquinanti". In montagna ti porti tutto sulle spalle e ogni grammo pesa un mondo. Per connettersi? Tra le montagne del Tibet la connesione non può che essere satellitare, ma cercano di usare il più possibile software opensource. Sul blog si trovano non solo testi ma anche foto e video pubblicati da quota 5.700 in su, fino a tentare il fatidico '"Hello World" dagli 8.201 metri della cima del Cho Oyu, la "Dea Turchese", sesta montagna del pianeta terra, lassù in Tibet.

Un'entusiasta Blogosfera sostiene e tifa per questa impresa titanica, come scrive Enrico Giubertoni di Buzzes "coraggio ragazzi, state portando la forma più avanzata di comunicazione pacifica tra i popoli - il blog - sulla vetta di un ottomila, attraverso l’alpinismo, la più nobile forma di rispetto dell’uomo nei confronti della montagna".

Un gioco e una scusa. Il gioco è quello di creare il post più alto del mondo, fare la chiamata Skype più alta del mondo, portare twitter a 8.000 metri e la sfida? Perché volersi portare dietro in questo viaggio anche la "vita digitale", con tutti gli annessi e connessi, come skype, twitter ecc..?

Lorenzo risponde così sul suo personale blog, due giorni prima della partenza "la risposta che mi sono dato (e che ho dato), è che l'essenza di questa cosa che chiamiamo Internet è in fondo la condivisione" e aggiunge "in fondo condividere con gli altri un viaggio e un'esperienza per me così straordinaria, mi è sembrato naturale come l'acqua che scorre. Che alla fine poi vada tutto come deve andare, non si sa. Ci sono mille incognite e mille variabili. Ma se uno non ci prova, non lo saprà mai".

Oltre la sfida tecnologica, quella psicologica: "Vivere per un mese a più di 5.000 metri, in una tenda, in mezzo a rocce, neve e freddo è forse l'incognita più grande. L'aria si fa sottile e forse anche i pensieri". In bocca al lupo ragazzi, seguiremo le vostre avventure sul blog

(alcune foto di Lorenzo e i suoi compagni dal blog):

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