"La battaglia contro l'Aids si può vincere" Keren, una dodicenne sieropositiva alla conferenza mondiale a Città del Messico

keren.jpg"Raggiungere l'obiettivo delle cure e la prevenzione per tutti entro il 2010 sarà difficile, ma guai ad arrendersi proprio quando la vittoria potrebbe essere a portata di mano". Ha dichiarato il Presidente della Società Internazionale per l'Aids (Ias), Pedro Cahn, all'apertura della conferenza mondiale sull'Aids a Città del Messico: "Stiamo vivendo un momento cruciale nella lotta contro l'Aids", ha detto Cahan, esortando a lottare anche contro stigma e discriminazione, "senza compromessi".

La percentuale di sieropositivi è diminuita rispetto al 2007 ma sono ancora troppo pochi, solo il 31%, le persone che possono accedere alla terapia antiretrovirale e solo nei paesi in via di sviluppo (fonte Unaids). L'impegno dell'Onu è di riuscire ad ampliare a tutti questa terapia entro il 2010, ma a causa dell'alto costo dei farmaci l'obiettivo resta lontano. Il primo, fondamentale, passo verso la prevenzione è l'educazione. Con una grande attenzione alle nuovi generazioni. In Paesi come l'America Latina l'educazione alla sessualità è ancora un argomento tabù.

"A quest'età, quando cominciamo a conoscere i nostri corpi e proviamo nuove emozioni è necessario contare su un'informazione corretta sulla sessualità e sulle trasformazioni che avvengono dentro di noi". A dire queste parole è stata Keren Dunaway-Gonzales, una ragazzina di dodici anni dell'Honduras, dai lunghi capelli neri e dagli occhi grandi, sieropositiva dalla nascita, che ha trovato il coraggio di parlare davanti ad una platea per chiedere al mondo di non abbandonare la lotta alla malattia e di aiutare i giovani che l'hanno contratta a realizzare i propri desideri "noi ragazzi e ragazze sieropositive stiamo crescendo e abbiamo tanti sogni".

L'applauso più lungo e più partecipato è stato proprio per Keren, che ha raccontato di avere cinque anni quando i suoi genitori con un disegno colorato tentarono di spiegarle che erano sieropositivi, e che lo era anche lei. Oggi è una delle maggiori attiviste dell'America Latina, a capo di un giornale d'informazione per giovani: la sua risposta alla discriminazione nei confronti delle persone come lei.

7.500 sono i nuovi infetti al giorno nel mondo: 1000 di questi sono bambini sotto i 15 anni e il 90% di loro vive nell'Africa subsahariana. "Solo con l'azione comune di tutte le nazioni e governi del mondo, solo tutti insieme potremo garantire l'accesso universale alle cure" dichiara il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Azione globale ora! Come lo slogan del congresso.

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