Aiuto ho il delirio di onnipotenza da iPhone!

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L'iPhone genera sentimenti contrastanti: o lo si ama o lo si odia, ma comunque se ne continua a parlare.

Massimiliano Bucciol di Cellulari ad hoc scopre il lato oscuro dell'iPhone: accanto agli iPhone lovers, sfegatati sostenitori a prescindere del mela fonino, ci sono anche molti, più di quanto si possa pensare, detrattori dello smartphone.

Cristiano Fano elenca le lacune e i difetti dell’attuale iPhone, messo a confronto con le esigenze di un mercato come quello europeo e italiano in particolare.
E ci sono decine di altri post o articoli in rete come questi, continua Cellulari ad hoc. Insulti più o meno velati ai forzati dell’iPhone (Gianluca Pezzi ricorda il commento di Fantozzi a "la Corazzata Potëmkin").

C'è addirittura chi parla di dipendenza psicologica, anzi dissociazione da iPhone. Un articolo dell'AGI chiama in causa il prof. Di Giannantonio, ordinario di Psichiatria all’Università di Chieti che dichiara: "Il fascino di tutti gli strumenti come l'iPhone definibili "ortopsichici", in quanto capaci di modificare e potenziare gli strumenti cognitivi (intelligenza, memoria, comunicazione) ed emotivi o emozionali, deriva dall'implementazione del sé che regalano". In poche parole l'iPhone porta al delirio di onnipotenza? Il "male" di iPhone e simili sta nell'uso che se ne fa, ritiene Emanuela Zerbinatti che ne parla su Arte e Salute.

"Sta agli educatori, dai genitori alla scuola, convincere un ragazzo che è meglio parlare con un amico che stare tutto il giorno a smanettare con il cellulare" continua, bè ma non avevamo bisogno dell'esperto per arrivarci anche noi... Ma si può parlare di patologia?

Assolutamente no, secondo Giulietta Capacchione di Psicocafé: "l’utilizzo massivo di un oggetto o la ripetitività di un comportamento non bastano a determinare una dipendenza o un disturbo" Tutti abbiamo delle passioni che ci rendono più o meno dipendenti, no? 

Perché si possa definire come patologico l’utilizzo dell'iPhone, "è necessario che all’uso (eccessivo) si accompagnino altre cose come la sensazione di impellenza incoercibile all’utilizzo, perdita del senso del tempo o inattenzione a motivazioni basiche come mangiare, bere o dormire..." e ripercussioni negative sulla vita, come "isolamento sociale, stanchezza o impoverimento nelle performance lavorative o di studio"

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