Genocidio in Darfur, l'Aja incrimina il leader del Sudan: una scelta giusta ma al momento sbagliato?

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Ha risposto danzando e gridando "Allah e' grande" (vedi la foto) il presidente del Sudan Omar Al-Bashir alla richiesta della Corte Penale Internazionale dell'Aja di un mandato d'arresto contro di lui per il genocidio in Darfur. Accuse che sono "tutte bugie", dichiara.

E' la prima volta nella storia che un Capo di Stato ancora in carica venga accusato dal Tribunale Penale Internazionale e richiesto l'arresto. Ci sono infatti prove precise dell'intento di Bashir di un massacro dei civili delle tribù che abitano il Darfur, con l'alibi di combattere la ribellione.

Si teme però che Bashir reagisca con estrema violenza, come ci sottolinea Luciano Vecchi de Il professor Echos: "Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon si mostra preoccupato per quanto può accadere in Sudan e spera che il governo continui a garantire la sicurezza dei 9000 tra Caschi blu dell'Onu e Unione africana, d'istanza in Sudan e le varie agenzie umanitarie internazionali, che sinora erano riusciti a garantire, si fa per dire, la sopravvivenza di oltre 2 milioni di persone nel Darfur".

Un conflitto silenzioso che va avanti dal 2003 e che ha già fatto 300 mila morti e almeno 2 milioni di persone sfollate, costrette a scappare dalle loro case. Ma perchè su questo dramma il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non è mai riuscito ad intervenire con efficacia?

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A questo scomodo interrogativo, che coinvolge più ampi interessi politici di Paesi assetati del petrolio nel sottosuolo del Darfur, prova a rispondere Rosario Mastrosimo del blog Sostenibile: "E' complice il già citato ostracismo di Cina e Russia. Quest'ultima si è recentemente opposta anche ad una condanna internazionale del poco democratico ballottaggio-farsa nello Zimbabwe,sul presupposto che essa avrebbe costituito un "pericoloso precedente" - aggiungiamo noi - pericoloso anche per la poco democratica democrazia di cartapesta del Cremlino".

Un primo passo verso una giustiza per la gente del Darfur o il rischio di peggiorare la situazione?
"Il tragico rischio", come prevede il blog Secondo Protocollo "è che per colpire un solo individuo si ignori la situazione di 2,5 milioni di civili. Un paradosso che credo costerà moltissime vite, vite che come sempre saranno quelle degli innocenti abitanti del Darfur".

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