Crisi alimentare tra G8, microcredito e commercio equosolidale

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Come è possibile parlare di fame nel mondo e crisi alimentare (cliccate sull'immagine per vedere la situazione mondiale) a stomaco pieno dopo un pranzo di superlusso?

Forse è per questo che i "Grandi" delle economie più sviluppate del mondo durante il vertice del G8, non sono arrivati a nessun accordo esauriente in merito.

L'unica proposta è stata quella dell' Unione europea, come scrive Luciano Vecchi del blog Il Professor Echos "per la creazione di un fondo da un miliardo di euro per sostenere l'agricoltura dei Paesi in via di sviluppo. Il fondo potrà essere creato con le somme inutilizzate per i sussidi all'agricoltura dei 27 Paesi della Ue. Tuttavia c'è chi chiede un più ampio sforzo per alleviare la povertà globale e dare seguito agli impegni presi nel G8 del 2005 a Gleneagles, in Scozia: 50 miliardi di dollari entro il 2010 e la cancellazione del debito per i paesi più poveri. Sinora però ne sono stati stanziati solo 3 di miliardi".

L'impressione è quella di una nuova promessa da aggiungere ad una lista di altre già vecchie e rimandarle ad altri leader e ad altri summit. Insomma ci hanno dato il solito contentino.

Vogliamo invece allontanarci dal vertice e andare a quelle proposte che partono dalle radici, dalle fondamenta, alla ricerca di un dialogo diretto con questi Paesi in via di sviluppo.

 

"Per portare aiuti concreti allo sviluppo nei tanti, troppi paesi, ancora schiavi del bisogno e della sottomissione alle regole di un mercato internazionale dominato dalla finanza carnivora e dalle spietate leggi del profitto" scrive Luigi Gallo su Protonutrizione "Coop ha lanciato una grande campagna contro la povertà: 14 progetti per aiutare le popolazioni di tre continenti e per portare nei punti vendita sempre più prodotti equosolidali".

Stop world poverty, il nome di questa campagna, è affiancata dalle Organizzazioni non governative (Ong) "si muovono in stretto rapporto con le comunità locali ed operano per rafforzare le capacità produttive, prestare una adeguata assistenza tecnica, garantire sufficienti sbocchi commerciali".

L'altra idea che ci segnala Debora Billi del blog Crisis riguarda il microcredito, ed è un'idea che è venuta a Muhammad Yunus, il "banchiere dei poveri". Kiva, è il primo sito di microcredito persona-persona, che permette di aiutare una persona reale, la sua famiglia e la sua comunità a sviluppare dei progetti di crescita verso un'indipendenza economica.

Come diceva un antico proverbio cinese, "meglio insegnare ad un uomo a pescare, che dargli un pesce".

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