Troppa plastica, scatta l'allarme mondiale

Spazzolini da denti, bottiglie, accendini, siringhe, guanti, posaceneri, attrezzi giapponesi per allevare le ostriche, buste cinesi, cotton fioc, ombrelli indiani... i rifiuti sintetici di mezzo mondo, trasportati dal North Pacific Subtropical Gyre (l'enorme massa di aria calda formatasi all'Equatore che discende lenta a spirale in senso orario), convogliano tutti in una zona di calma piatta, formando la spaventosa Great Pacific Garbage Patch (l'isola di plastica), dove vi restano finchè non sopraggiunge una tempesta a smuovere le acque e allora i rifiuti vagano nell'oceano, arrivando sulle coste delle Hawaii, dove anche se si ripuliscono le spiagge, la plastica continua ad arrivare.

Non si finisce mai.

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