Record per il test dell'Hiv di Convivio, ma in Italia la metà dei sieropositivi non sa di esserlo

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Un risultato da record, quello raggiunto dall'iniziativa che ha offerto a tutti i milanesi la possibilità di effettuare gratuitamente il test dell'Hiv: grazie ad un camper del San Raffaele di Milano in una sera e una giornata è stato eseguito circa il doppio dei test che mediamente si fanno a Milano in una settimana.

L'iniziativa si è svolta in occasione di Convivio, la mostra mercato che unisce moda e solidarietà organizzata nei giorni scorsi a Milano a favore dell'Associazione nazionale per la lotta contro l'Aids (Anlaids).

Ma sono ancora troppe le diagnosi tardive e le persone che hanno contratto il virus e non lo sanno: solo in Italia sono 40.000, circa la metà del totale dei sieropositivi. Questo, secondo lo studio Icona che del 1997 monitora il problema, avviene perché è cambiato l'identikit del portatore del virus Hiv: ora in un caso su sei il sieropositivo è un over40 che lo contrae da un rapporto occasionale non protetto senza poi fare il test, e che spesso finisce per contagiare anche il partner.

Il vecchio concetto delle categorie a rischio è crollato - sottolinea Mauro Moroni, presidente della Fondazione Icona - Sempre meno persone fanno il test, e questo perché non si rendono conto di essere a rischio, così l'Hiv si scopre sempre più tardi. E la stima è che 40mila persone ignorino la propria condizione e si trasformino in inconsapevoli 'untori', che avranno anche più problemi per affrontare le terapie”.

Ma non manca qualche buona notizia: “Dopo dieci anni – afferma ancora Moroni – grazie ai farmaci antiretrovirali, la mortalità per Aids si è ridotta dal 100% all'8% circa”. E una nuova speranza per i malati di Aids potrebbe arrivare da una nuova cura tutta italiana.

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