Testamento biologico, da domani in Spagna si potrà morire con dignità

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Da domani in Spagna morire con dignità sarà un diritto. Una legge entrata in vigore oggi, infatti, offre ai malati terminali e in stato di incoscienza la possibilità di decidere se interrompere l'accanimento terapeutico.

Una volta espressa la propria volontà per iscritto con un testamento biologico, il personale sanitario è tenuto a non prolungare indebitamente la vita del paziente. Due le limitazioni: non si possono richiedere trattamenti illegali, come l'eutanasia attiva, o che vadano contro la buona pratica medica. (Foto tratta da Flickr, Associazione Luca Coscioni)

Il parere del medico rimane fondamentale: se il dottore responsabile del paziente terminale non è d'accordo anche in presenza di un testamento biologico le cure devono continuare ad essere somministrate. 

Dopo i casi di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro il dibattito sulle problematiche etiche di fine vita rimane acceso anche in Italia: la legge italiana non riconosce la validità del testamento biologico, ma secondo Metilparaben rimane un importante riferimento per il medico e dà alcuni suggerimenti su come fare a compilarlo e a chi inviarlo.

Noantri racconta l'esperienza di una infermiera dell'Assistenza Domiciliare di Cure Palliative, quelle che vengono somministrate ai pazienti terminali, che si chiede se possa essere definita “dignitosa” la vita di una persona costretta a subire una medicalizzazione feroce negli ultimi mesi della sua vita e ribadisce l'importanza del principio di autodeterminazione del paziente.

Conoscicesare riporta le dichiarazioni della moglie di Piergiorgio Welby, Mina, che chiede una legge sul testamento biologico. Regolamentare per legge problematiche di tipo etico è estremamente difficile, ma bisognerà affrontare il problema anche in Italia, in modo da garantire al malato la possibilità di stabilire il limite delle cure.

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