Cellulare in aereo? Per la psicologa porta alla depressione

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Buone notizie per i nomofobici: grazie ad una decisione dell'Unione Europea tra poco potranno continuare le loro conversazioni telefoniche anche in aereo.

Ma sarà un bene? Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell'Eurodap e Direttore dell'Unità operativa attacchi di panico della Clinica Paideia di Roma avverte: “Così arriveremo prima ad essere un popolo di depressi e infelici”.

Da un'analisi eseguita un anno fa dalla stessa dottoressa, era emerso che su 500 pazienti, almeno la metà soffriva di attacchi di panico legati anche al rapporto di dipendenza dal telefonino. (Foto tratta da Flickr, agatt)

Oggi l'uomo si serve di strumenti come il cellulare per tenere sotto controllo le proprie ansie – spiega la dottoressa – ma è solo un'illusione. Questa nuova evoluzione della tecnologia, che ci permetterà di tenere contatti telefonici anche a 3000 metri di quota, deve essere letta come un colpo negativo per la nostra psiche. Ci stiamo condannando alla depressione”.

Queste preoccupazioni saranno fondate? La notizia non sembra aver suscitato grande entusiasmo: Telcoeye e Communicagroup, ad esempio, dicono addio “all'ultima frontiera tranquilla, l'ultimo posto dove non si sentiva trillare/suonare/cantare insulse melodie per cellulari”.

Molti saranno dissuasi dall'usare il cellulare in aereo anche dal costo delle chiamate in alta quota: Hardware&Gadget punta il dito sulle possibili tariffe-salasso o su un eventuale rincaro dei biglietti aerei per il servizio aggiuntivo.

Nonostante questo, probabilmente, tra qualche mese saremo costretti ad ascoltare i discorsi dei nostri compagni di volo: se in treno, al ristorante o per strada possiamo allontanarci per non sentire le conversazioni altrui, come sarà possibile farlo in aereo, dove per la maggior parte del tempo non ci si può spostare dalla propria poltrona? 

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