Thomas, il primo uomo a rimanere "incinto": partorirà a luglio

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Barba, baffi, niente seno e... pancione. Thomas Beatie è il primo uomo a rimanere incinto ed è già al quinto mese di gravidanza. Il ginecologo conferma: sarà una bimba.

Thomas, un americano di Portland, è nato donna, ma anni fa si era sottoposto ad un intervento di riduzione del seno e ad una terapia ormonale a base di testosterone per diventare uomo, senza però asportare gli organi riproduttivi femminili.

Anagraficamente, per la legge americana, è un uomo e da dieci anni convive con Nancy a Bend, nell'Oregon. Ma il desiderio di formare una vera e propria famiglia si scontra con il fatto che Nancy, dopo un'operazione per una grave endometriosi, è sterile.

Da qui la decisione di Mister Beatie di interrompere la terapia ormonale: dopo pochi mesi il suo corpo ricomincia a funzionare come quello di una donna. Poi l'inseminazione domestica, grazie ad una banca del seme presso la quale la coppia ha acquistato alcune fialette di sperma.

Dopo una prima gravidanza andata male, la coppia ora è in attesa di una bambina, che nascerà a luglio.

Nove dottori ci hanno respinto – racconta Beatie a The Advocate, magazine americano rivolto a gay, lesbiche, bisessuali e transessuali -  per questo ci è voluto un anno per accedere a una banca del seme. Ora – prosegue -  nonostante la mia pancia cresca di giorno in giorno mi sento uomo e quando mia figlia nascerà io sarò il padre e Nancy la madre”.

Quindi Thomas sarà il primo uomo a partorire, anche se con un cesareo. Ma il cinema ci aveva pensato prima: è di trentacinque anni fa “Niente di grave suo marito è incinto”, che vedeva Marcello Mastroianni nei panni del padre in dolce attesa. Più recente, invece, “Junior”, in cui Danny De Vito fa crescere il pancione addirittura ad Arnold Schwarzenegger.

E sulla rete? “Provo semplicemente disgusto” dice Katerpillar's blog; mentre Antonio Cracas si chiede perplesso come sarà possibile spiegare ai bambini come mai anche un papà può partorire. Fragmenta, invece, intervista Simona, una trans, facendole “le domande che mi sono sempre sentita premere sulla punta della lingua”. 

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