Coronavirus

Il Coronavirus è un tipo di virus a RNA che appartiene alla sottofamiglia Orthocoronavirinae, della famiglia Coronaviridae, del sottordine Cornidovirineae, dell'ordine Nidovirales. Sono chiamati così per la loro forma a corona. Sono virus che causano malattie nei mammiferi e negli uccelli. Nell'uomo possono provocare infezioni respiratorie di solito non gravi, ma raramente possono essere la causa scatenante di polmoniti e bronchiti che possono anche essere fatali.

Sintomi del Coronavirus

I sintomi del Coronavirus sono facilmente scambiabili con quelli di un'influenza o di un'altra infezione respiratoria, per questo la diagnosi non è facile. febbre, tosse, difficoltà a respirare sono i sintomi più comuni, che non compaiono però in tutti i casi accertati. Nei pazienti in condizioni più gradi si possono notare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale. E la malattia può anche portare alla morte.

Trasmissione e prevenzione del Coronavirus

Alcuni Coronavirus possono essere trasmessi da essere umano a essere umano, per stretto contatto. Per questo le buone norme della prevenzione andrebbero sempre rispettate: lavarsi bene le mani, coprirsi bocca e naso con un fazzoletto quando si tossisce o starnutisce, evitare il contatto con persone che manifestano febbre e tosse (indossando eventualmente mascherine adatte), evitare luoghi affollati. E bisognerebbe anche evitare di mangiare carne cruda o poco cotta. Regole di prevenzione che vanno rispettate a maggior ragione perché non esiste ancora un vaccino per il Coronavirus e non esiste una cura per la malattia provocata da questi virus. Il trattamento si basa solo sui sintomi.

Epidemie di Coronavirus

Fino a oggi ci sono state tre grandi epidemie di Coronavirus che hanno destato la preoccupazione internazionale.

La prima è l'epidemia di Sars (Severe acute respiratory syndrome) o sindrome respiratoria acuta grave apparsa per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia del Guangdong (Canton) in Cina e provocata dal virus SARS-CoV. La malattia, identificata da un medico italiano, Carlo Urbani, è mortale nel 15% dei casi.

La seconda è l'epidemia di MERS (Middle East Respiratory Syndrome) o sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus, provocata da un virus simile a quello della SARS, il MERS-CoV, ma con maggiore mortalità. Il primo caso è stato segnalato da un virologo egiziano nel settembre del 2012. Al 30 aprile 2014 sono stati registrati in tutto il mondo 424 casi, 131 fatali. A giugno 2003 i casi segnalati di SARS nel mondo erano 8465, con 801 morti accertati.

La terza e ultima in ordine di tempo è il nuovo Coronavirus identificato in Cina a fine 2019, il 2019-nCoV. In questo caso un primo focolaio è partito dalla città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il primo caso è stato segnalato il 31 dicembre 2019 Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) all’OMS. L'annuncio dell'identificazione di un nuovo coronavirus (2019-nCoV) è stato fatto il 9 gennaio 2020 dal Centro per il controllo delle malattie (CDC) cinese. La sequenza genomica è stata resa pubblica. Molti i casi in Cina, ma anche fuori dal paese. L'OMS considera molto alto il rischio nel paese di origine, mentre fuori il rischio è alto a livello regionale e globale.

A livello internazionale sono scattate le misure di sicurezza, con controlli serrati negli aeroporti per chiunque arrivi dalle zone oggetto dell'epidemia. Anche in Italia è stato approntato un sistema di gestione dell'emergenza. Si prevede il rimpatrio degli italiani che vivono nelle zone colpite, con aereo speciale equipaggiato appositamente per evitare il contagio. E una volta in Italia saranno tutti messi in quarantena per 14 giorni.

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