Cura per il tumore: il Ministero della Salute la blocca e la rete si mobilita per avviarla

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Se vi dicessero che, forse, esiste la speranza di una cura per uno dei mali peggiori del nostro secolo, il tumore, e che per una serie di motivi, la possibilità di sperimentarla viene negata, forse vi verrebbe da sorridere. Non perché l'argomento susciti ironia ma perché, davvero, sarebbe una vergogna a cui fatichereste a credere.

Eppure, per quanto sia sconcertante, non si tratta soltanto di una paradossale ipotesi ma della verità. Per  questo motivo in rete sta circolando un appello, che si fa promotore della speranza che questa sperimentazione venga, finalmente, autorizzata.

Ma cerchiamo di capire meglio di che cosa si tratta: nella ricerca disperata di ulteriori terapie da affiancare alle cure convenzionali, il Dottor Silvio Buzzi, ha messo a punto una terapia, che per molti rappresenta la speranza di continuare a vivere.

La sostanza che dovrebbe essere utilizzata per la cura è il CRM197, un derivato della tossina difterica. Le ricerche del Dottor Silvio Buzzi sono state ampiamente riconosciute dal mondo scientifico e per questo sono state pubblicate su numerose riviste: The Lancet, Cancer Research e Cancer Immunology Immunotherapy. Nonostante questo, ci sono volute numerose lettere di protesta al Ministro Livia Turco, un'iniziativa parlamentare di Forza Italia e diversi articoli di giornali, prima che il Ministero della Salute accettasse di avviarne la sperimentazione.

ricc2.jpgTutto questo, però, risale ad un anno fa e da allora la sperimentazione non è mai iniziata. Eppure tutto è pronto da tempo e aspetta solo di ricevere l'approvazione. Inoltre sulle fiale è stata affissa una scadenza, novembre del 2007, che anticiperebbe di quasi dieci anni la naturale scadenza del prodotto. E come se non bastasse ai malati senza speranze, che hanno chiesto l'uso compassionevole della sostanza, il farmaco è stato negato, perché non può essere utilizzato sull'uomo senza studi approfonditi.

A questo punto è doveroso ricordare che la CRM197, di cui è stata dimostrata scientificamente nel 1973 la non tossicità, è in commercio da 15 anni e viene utilizzata non solo come vettore di molti vaccini, ma viene spesso somministrata anche ai neonati. A ciò si deve aggiungere la circolare  DGFDM/SDG/P/5106/I.n.c.b del 12.2.2007, del Ministero della Salute, che precisa che: "In singoli casi il medico può, sotto la sua diretta responsabilità e previa informazione del paziente e acquisizione del consenso dello stesso, impiegare un medicinale prodotto industrialmente per un’indicazione o una via di somministrazione o una modalità di somministrazione o di utilizzazione diversa da quella autorizzata".

Non sappiamo se questa cura sia davvero efficace, ma quello che è certo è che la ricerca deve poter sperimentare. Per firmare la petizione, far sentire la vostra voce e dare una chance di vita a chi vuole ancora vivere, cliccate qui.

Qualcuno sa dirci qualcosa in più in proprosito? 

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