Le sigarette elettroniche aumentano anche il rischio di depressione

Fumare sigarette elettroniche potrebbe aumentare il rischio di soffrire di depressione. Lo conferma un nuovo studio.

sigarette elettroniche

Una nuova ricerca dimostra che gli adulti che fumano sigarette elettroniche hanno una probabilità significativamente maggiore di avere attacchi cardiaci, malattia coronarica e depressione rispetto a coloro che non usano tali dispositivi. Per il nuovo studio, presentato dall’American College of Cardiology, sono state intervistate un campione di 96.467 persone.

Gli esperti spiegano che, fino ad ora, si sapeva poco sugli eventi cardiovascolari relativi all'uso di sigarette elettroniche, ma quanto emerso dalla nuova ricerca deve rappresentare un campanello d'allarme, e dovrebbe spingere a raggiungere una maggiore consapevolezza sui pericoli delle e-cig. Lo studio ha infatti rilevato che, rispetto ai non utilizzatori, coloro che usano le sigarette elettroniche hanno il 34% in più di probabilità di avere un attacco cardiaco, il 25% in più di avere una malattia coronarica e il 55% in più di probabilità di soffrire di depressione o ansia.

Quando il rischio di infarto aumenta del 55% tra gli utenti di sigarette elettroniche rispetto ai non fumatori, non vorrei che nessuno dei miei pazienti o dei miei familiari svapassero. Quando abbiamo scavato più a fondo, abbiamo scoperto che indipendentemente da quanto spesso si usa la sigaretta elettronica, quotidianamente o solo in alcuni giorni, si corrono comunque maggiori rischi di avere un attacco di cuore o una malattia coronarica

spiega l’autore dello studio, il quale aggiunge che il fumo tradizionale di sigaretta è collegato a una probabilità di gran lunga maggiore di infarto e ictus rispetto alle e-cig, ma questo non implica che svapare possa essere considerato sicuro. Alcune sigarette elettroniche contengono infatti nicotina e rilasciano composti tossici molto simili al fumo di tabacco, e la stessa nicotina può accelerare la frequenza cardiaca e aumentare la pressione sanguigna.

via | ScienceDaily
Foto da Pixabay

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