Vizio del fumo: in 30 anni, quasi il 50% degli europei ha smesso di fumare

Negli ultimi 30 anni, in Europa, quasi la metà dei fumatori ha perso il vizio. Ecco cosa emerge da un nuovo studio.

Vizio del fumo

Dal 1980 al 2010 il numero di fumatori in Europa si è ridotto di quali la metà. A renderlo noto è un nuovo studio europeo che ha preso in esame i fumatori di 17 Paesi europei, e che è stato pubblicato sulla rivista PLOS ONE. Lo studio è stato condotto nell'ambito del progetto Alec (Ageing lungs in european cohorts), coordinato dall'Imperial College di Londra e finanziato dall'Unione europea.

 

Esaminando i dati raccolti, gli esperti hanno constatato che in Europa c'è una sempre maggiore consapevolezza degli effetti nocivi del fumo, soprattutto nelle donne in gravidanza.

La maggior parte delle donne smette di fumare attorno ai 30 anni, probabilmente in seguito alla prima gravidanza: 50 fumatrici su 1000 smettono ogni anno in Europa meridionale e 80 su 1000 in Nord Europa, e l'età in cui si smette tende a coincidere con l'età media della prima gravidanza nelle diverse regioni europee considerate (26-27 anni in Est Europa, 30-31 in Europa del Sud). Questo indica che proteggere il bambino durante la gravidanza è la motivazione più forte nella decisione di smettere di fumare per le donne

fanno sapere gli autori dello studio, i quali aggiungono che, rispetto al nord, nel Sud dell’Europa sembra vi sia purtroppo meno consapevolezza in merito ai danni provocati dal fumo.

In Scandinavia e in Inghilterra, ad esempio, ogni anno 50 fumatori su 1000 smettono di fumare. Diversa sembra essere la situazione in Paesi come l’Italia, la Spagna, il Portogallo, e altri Paesi europei, dove solo 30 fumatori su 1000 riescono a smettere di fumare. Oltre a mettere in atto politiche più efficaci per ridurre il problema del fumo in questi Paesi, è necessario aumentare anche gli sforzi per diminuire l'accesso al fumo nei più giovani. Questo perché, secondo diversi studi, cominciare a fumare in adolescenza può causare una dipendenza ancor più forte.

via | Ansa
Foto da Pixabay

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