Febbre bottonosa del Mediterraneo, complicanze

Febbre bottonosa del Mediterraneo: sintomi, cause, cure e possibili complicanze della malattia provocata dal morso di una zecca.

Febbre bottonosa del Mediterraneo

Cos'è la febbre bottonosa del Mediterraneo? Talvolta è anche conosciuta come febbre bottonosa del mediterraneo, febbre eruttiva mediterranea, febbre eruttiva del Carducci, febbre di Marsiglia o tifo da zecca africanaStiamo parlando di una malattia provocata dal morso di zecche, causata da una rickettsia, in particolare la Rickettsia conorii. Il contagio avviene tramite gli acari della specie Rhipicephalus sanguineus. La malattia manifesta i suoi sintomi dopo circa una settimana dal morso di zecca infetta.

La malattia è presente soprattutto nella zona costiera del Mar Mediterraneo. Nel periodo 1992-1998, secondo il Ministero della Sanità, sono stati 1200 i casi annuali, con un rischio di 2,1 casi per 100mila abitanti. Le regioni più colpite sono state Sardegna, Sicilia, Calabria e Lazio.

Sintomi


I sintomi che solitamente si notano sono molto simili a quelli dell'influenza e hanno un esordio improvviso:


  • Febbre, anche molto alta

  • Brividi

  • Cefalea

  • Stanchezza

  • Malessere generale

  • Lesione cutanea a forma di bottone, che compare dopo circa 4-5 giorni dai primi sintomi

  • L'esantema interessa anche piante dei piedi e palmi delle mani, a causa della vasculite provocata dall'infezione


La diagnosi avviene tramite rilievo epidemiologico in aree endemiche.

Cure


La febbre bottonosa del Mediterraneo di solito guarisce in pochi giorni, se trattata tempestivamente con una cura a base di antibiotici. Altrimenti le complicanze possono essere anche serie, ma in casi rari, a carico del sistema cardiovascolare, del sistema renale, del sistema nervoso centrale.

Conseguenze


La malattia è letale solo nel 3% dei casi. Le persone a rischio sono quelle che soffrono già di altre malattie. Le complicazioni si possono manifestare a carico del sistema cardiovascolare, del sistema renale e del sistema nervoso centrale.

Foto iStock

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