Aggressioni ai medici, nasce il Telefono Rosso

Arriva il Telefono Rosso, un pronto soccorso telefonico per la violenza in corsia e in ospedale, dedicato ai medici aggrediti dai pazienti o dai famigliari.

Medici aggrediti

Nasce il Telefono Rosso: si tratta di un vero e proprio pronto soccorso telefonico dedicato ai medici che vengono aggrediti. Nonostante l'aumento dei casi di violenza contro i medici, solamente un operatore sanitario su tre denuncia le aggressioni di cui è stato vittima. Massimo Tortorella, presidente Consulcesi, responsabile della creazione del Telefono Rosso, ha così ammesso: "Il caso della dottoressa di Crotone è solo l’ultimo di una lunga serie di violenze fisiche, verbali e anche sui social network dove il pericolo non va sottovalutato". La dottoressa di Crotone è stata aggredita a colpi di cacciavite ed è ora ricoverata in gravi condizioni.

Ma questo è solamente uno dei tanti casi di cronaca di questo genere, una spirale di odio e violenza nei confronti degli operatori sanitari. Pare che siano migliaia i medici insultati e aggrediti ogni anno dai pazienti o dai loro famigliari, ma non si riesce a quantificarne il numero in quanto in due casi su tre non viene sporta denuncia (dati FIASO - Federazione di Asl e Ospedali). Il motivo? La paura di ritorsioni e un senso di sfiducia e rassegnazione generale.

Come funziona il Telefono Rosso?

Massimo Tortorella ha così spiegato: "Gli ospedali italiani sono ormai un vero e proprio Far West, i nostri medici non sono più al sicuro. Da mesi siamo impegnati in numerose campagne di sensibilizzazione e informazione per denunciare la gravità della situazione, attraverso statistiche, corsi di formazione e approfondimenti legali, rivolgendoci anche alle strutture sanitarie affinché si dotino delle adeguate misure per proteggere l’incolumità dei propri dipendenti".

E ancora: "La dottoressa di Crotone, come tanti suoi colleghi, non è stata vittima dell’imprevedibilità di uno scatto d’ira, ma di un desolante contesto dove i medici sono lasciati soli e inascoltati. Proprio per questo, abbiamo deciso di lanciare il Telefono Rosso, un pronto soccorso telefonico per la violenza in corsia. Chiamando gratuitamente il numero 800620525 attivo tutti i giorni, 24 ore su 24, i camici bianchi che si sentono in pericolo o hanno subito aggressioni e minacce, anche tramite social network, potranno trovare supporto umano e legale, con la possibilità di rimanere del tutto anonimi. A fianco del Tribunale del Malato è il momento di istituire un vero e proprio Tribunale del Medico perché le vittime delle inefficienze del Sistema Sanitario Nazionale non sono solo i pazienti, ma anche chi è costretto a lavorare in condizioni di disagio, sovraffollamento, mancanza di personale e senza le misure minime necessarie per la sicurezza".

Anche Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, chiede che il Governo trasformi il Disegno di Legge sulla violenza contro gli operatori sanitari in un Decreto Legge, in modo da renderlo esecutivo da subito. O almeno che venga inserito un emendamento in merito nella Legge di Bilancio, in modo che si possa procedere d'ufficio contro gli aggressori, cosa che scatterebbe automaticamente se i medici venissero considerati sempre come dei pubblici ufficiali.

Foto iStock

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