Linfoma anaplastico e protesi al seno: la Francia riapre la questione sicurezza

Da anni si indaga sul possibile legame fra protesi mammarie e un particolare tumore del sangue

Linfoma anaplastico protesi

Era il 2011 quando la FDA aveva messo in luce un dato piuttosto allarmante. Un certo numero di donne affette da un raro tumore del sangue (riconosciuto solo nel 2016 come linfoma anaplastico a grandi cellule), aveva visto svilupparsi il problema nell'area del seno, esattamente attorno a protesi mammarie impiantate a seguito di interventi chirurgici estetici o ricostruttivi.

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata, ma la ricerca su una possibile correlazione fra linfoma anaplastico e protesi al seno non si è mai fermata, nonostante i dati siano pochi e frammentari per dire con certezza che le due cose siano collegate. Secondo il Ministero della Salute italiano, su 10milioni di impianti effettuati, i casi di BIA-ALCL sono statisticamente non rilevanti.

Eppure la Francia ha recentemente riaperto la questione, attraverso una decisione dell'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé, che il 7 e 8 febbraio del 2019 chiamerà a raccolta pazienti, medici e professionisti del settore impianti per capire se continuare ad utilizzare alcuni tipi di protesi mammaria o meno.

Le osservate speciali sarebbero quelle a superficie ruvida, maggiormente associate al linfoma anaplastico a grandi cellule. Nell'attesa di un riscontro effettivo, l'Ansm avrebbe comunque suggerito ai chirurghi plastici di preferire l'impianto di protesi lisce, meno utilizzate per questioni di "stabilità" e minore naturalezza, ma giudicate in teoria più sicure.

Il motivo per cui le protesi rugose sarebbero invece sotto la lente d'ingrandimento dell'Agence nationale de sécurité du medicament è che proprio la loro superficie, se da un lato le rende più "ferme" nella sede dell'impianto, dall'altro può favorire i processi infiammatori a causa dell'attrito.

Come detto, i numeri al momento non sono in grado di giustificare un effettivo legame fra protesi ruvide mammarie e linfoma, ma l'attenzione è d'obbligo e il fatto che la Francia abbia voluto aprire un tavolo di confronto su questo tema permette di vederci sicuramente più chiaro su una questione, nel bene o nel male, rimasta irrisolta e che invece meriterebbe risposte chiare e sicure.

Via | Repubblica

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