Cancro del pancreas: i consigli degli esperti per combatterlo

Il cancro al pancreas fa ancora molta paura. Ecco cosa spiega l’esperto in merito a questa malattia.

Cancro del pancreas

Il cancro al pancreas fa ancora molta paura. A parlarne è stato Giampaolo Tortora, direttore dell'Oncologia Medica del Policlinico Gemelli, che in un’intervista rilasciata al sito Adnkronos Salute, dove apprendiamo che i nuovi casi di tumore al pancreas in Italia arrivano a mille al mese (nel 2018 la stima è di 13.300 nuovi casi), e le stime di sopravvivenza purtroppo non sono ancora positive: a 5 anni dalla diagnosi, il tasso di sopravvivenza è di circa l'8%, e a 10 anni del 3%.

L’esperto spiega però che la ricerca non si ferma, ma avanza quotidianamente per riuscire a combattere questa temuta malattia.

Si tratta di una malattia che incute ancora timore e ha un'aura nefasta. Fino a poco tempo fa avevamo una sola risorsa terapeutica, in questi ultimi anni sono stati messi a punto due diversi regimi di chemioterapia, ciascuno costituito da due o tre farmaci, che hanno avuto un impatto importante su sopravvivenza e qualità vita dei pazienti. Oggi abbiamo pazienti a cui possiamo offrire uno spettro, per quanto minimo, di trattamenti disponibili, ma c'è anche tanto altro in corso.

Le prospettive più interessanti sembrano essere quelle collegate alla decodificazione del genoma del pancreas, ma non solo! Grazie alle loro ricerche, gli esperti sono infatti riusciti a identificare nel tumore del pancreas un microambiente composto da cellule, proteine e sostanze infiammatorie.

Ebbene, il tumore è in grado di corrompere il microambiente e trasformarlo in un meccanismo di autoprotezione. Dunque prima bisogna lavorare sul microambiente, modificarlo e "disinnescare" questo sistema di protezione, poi agire con l'immunoterapia. Tanti studi in corso stanno sperimentando questo approccio, con prospettive molto promettenti.

Ma cosa potremmo fare per ridurre il rischio di tumore al pancreas? Come sempre, anche quando si parla di questa malattia la cosa più importante è ridurre al minimo i fattori di rischio, come ad esempio il fumo di sigaretta. Sarà inoltre fondamentale ridurre fattori come obesità e sovrappeso, seguire una dieta sana e povera di grassi, e ridurre anche il rischio di diabete.

La nostra preziosa dieta mediterranea è un valido supporto per cercare di contrastare lo sviluppo della malattia, ma anche accompagnare i pazienti in terapia.

via | AdnKronos
Foto da iStock

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