Su Marte c'è l'ossigeno: questi i risultati di un nuovo studio sul pianeta rosso

L'acqua salata di Marte conterrebbe ossigeno, lo dice una nuova ricerca del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena

Ossigeno Marte ricerca

Solo pochi mesi fa il mondo assisteva ad una scoperta epocale da parte della sonda Mars Express, che aveva individuato un lago di acqua liquida sul pianeta rosso. Oggi un nuovo studio del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena fa salire l'asticella, rafforzando la tesi secondo cui ci sarebbe stata e ci potrebbe ancora essere vita su Marte.

Ma andiamo per ordine. La notizia pubblicata sulla rivista Nature Geoscience ha un argomento molto interessante, l'ossigeno su Marte e in particolare nei bacini di acqua salata del sottosuolo del pianeta rosso, con concentrazioni alte in prossimità delle regioni polari.

Il team di Vlada Stamenković, scienziato e ricercatore della NASA, ha effettuato una serie di calcoli che renderebbero credibile la sopravvivenza di microrganismi e spugne su Marte, compatibili con i livelli di ossigeno stimati.

Secondo gli studiosi del Caltech questa scoperta è destinata a stravolgere la tesi secondo cui le condizioni del pianeta rosso sarebbero state talmente inospitali da rendere impossibile la presenza e la sopravvivenza di forme di vita con un metabolismo basato sull'ossigeno.

Persino il lago salato marziano, sito ad un chilometro e mezzo di profondità dalla superficie del pianeta, avrebbe buone concentrazioni di questo gas, indispensabile per la sopravvivenza degli organismi viventi.

Secondo il professor Raffaele Saladino, dell'università della Tuscia, è importante però capire che la scoperta, per quanto rivoluzionaria, va vista sotto la giusta prospettiva.

Le forme di vita che potrebbero sopravvivere nelle condizioni marziane, dando per buoni i calcoli della Caltech, sarebbero comunque estremofile, lasciando intendere che l'esistenza su Marte sarebbe proibitiva per la maggior parte degli organismi:

La possibilità che quantità sensibili di ossigeno possano accumularsi nelle acque salate, soprattutto in corrispondenza delle regioni polari dove sussistono le condizioni ambientali più favorevoli, potrebbe, in principio, sostenere forme di vita primordiali, ma dovrebbero essere estremofile, ovvero richiedere elevate concentrazioni saline e basse temperature per replicarsi

Raffaele Saladino

La scoperta della Caltech porta comunque a rivedere tutte le convinzioni sul pianeta rosso, ma anche sugli altri pianeti e le lune del sistema solare. Dove ci sono ghiacci potrebbe esserci acqua salina e, come su Marte, anche ossigeno.

Via | ANSA
Foto | iStock

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