Nobel 2018 per la Chimica: Arnold, Smith e Winter per i biocombustibili e la cura delle malattie

Nobel 2018 per la Chimica: Frances H. Arnold, George P. Smith e Sir Gregory P. Winter lo vincono per la ricerca su biocombustibili sostenibili e nuove cure per le malattie

Premio Nobel chimica

Dopo aver assegnato il premio Nobel per la Fisica, l'Accademia Reale Svedese delle Scienze ha incoronato i suoi vincitori anche del Nobel 2018 per la Chimica, riconoscimento andato a tre menti brillanti che "hanno sviluppato metodi per promuovere una chimica più verde, mettere a punto nuovi materiali, creare biocombustibili sostenibili e curare malattie": questa la motivazione a sostegno della decisione.

A meritare l'onorificenza sono stati Frances H. Arnold, George P. Smith e Sir Gregory P. Winter. La prima, una donna, professore americano di ingegneria chimica, bioingegneria e biochimica presso il California Institute of Technology di Pasadena, ha ricevuto il premio per il suo lavoro basato sull'evoluzione degli enzimi.

George P. Smith, 77 anni e Gregory P. Winter, 67, che hanno diviso l'altra metà del premio, sono stati invece premiati per lo sviluppo di un metodo che, attraverso i fagi, i virus parassiti di determinati batteri, mira invece a sconfiggere alcuni tipi di cancro metastatico e le malattie autoimmuni.

Nobel 2018 per la chimica: Frances H. Arnold

La dottoressa Frances H. Arnold, 62 anni, è la quinta donna, dal 1901 ai giorni nostri, ad aver conquistato il prestigioso Nobel per la chimica, onore spettato solo al altre quattro signore. La prima, Marie Curie nel 1911, la seconda, Irène Joliot-Curie, figlia di Marie, nel 1935, la terza, Dorothy Crowfoot Hodgkin nel 1964 e infine Ada E. Yonath nel 2009.

La Arnold ha meritato il riconoscimento per il suo lavoro sull'evoluzione diretta degli enzimi, proteine ​​che catalizzano le reazioni chimiche. È stata lei la prima ad aprire la strada al metodo di bioingegneria nato negli anni 90, basato su accoppiamenti specifici di enzimi per esaltarne i tratti desiderati.

Da allora il metodo è stato affinato e i suoi enzimi sono oggi usati per produrre biocarburanti, medicinali e detersivi ecocompatibili per il bucato, sostituendo il più delle volte le sostanze chimiche tossiche tradizionali.

La sua ricerca è partita dalla subtisilina (usata in detersivi e alcuni tipi di cosmetici), inserendo mutazioni casuali nel codice genetico dell'enzima e introducendo i geni mutati in batteri, atti alla creazione di nuovi tipi di subtisilina. La selezione è proseguita fino a trovare la versione migliore di questo enzima mutato.

Questo è stato il primo passo verso la rivoluzione nella mutazione enzimatica.

Nobel 2018 per la chimica: George P. Smith e Sir Gregory P. Winter

Oltre alla dottoressa Arnold, a vincere il nobel per la chimica di quest'anno, anche George P. Smith e Sir Gregory P. Winter, rispettivamente professore emerito di scienze biologiche presso l'Università del Missouri-Columbia e biochimico britannico.

Smith ha vinto per una tecnica nota come "visualizzazione dei fagi", che utilizza questi batteriofagi, virus in grado di infettare i batteri per riprodursi, per sviluppare nuove proteine.

Il batteriofago, nello specifico, inietta il suo materiale genetico nei batteri e ne converte il metabolismo, in modo da potersi replicare. Smith ha ingegnerizzato geneticamente il batteriofago, inserendo geni sconosciuti per vedere quali proteine ​​sarebbero state prodotte, in quanto le proteine ​​finivano per essere visualizzate sulla superficie esterna del fago.

Winter, dell'Università di Cambridge nel Regno Unito, ha quindi sfruttato tale metodo e lo ha utilizzato per dirigere l'evoluzione di nuovi anticorpi, proteine ​​immunitarie che si legano e neutralizzano agenti patogeni come batteri o virus, con l'obiettivo di creare nuovi farmaci.

Il primo farmaco creato utilizzando il metodo di visualizzazione dei fagi è stato adalimumab, approvato per l'uso umano nel 2002, usato per trattare l'artrite reumatoide, la psoriasi e le malattie infiammatorie dell'intestino. Da allora, la visualizzazione dei fagi è stata utilizzata per produrre anticorpi in grado di neutralizzare le tossine, contrastare curare il cancro metastatico e contrastare le malattie autoimmuni.

I vincitori di quest'anno sono stati ispirati dal potere dell'evoluzione, usando i suoi stessi principi come i cambiamenti genetici e la selezione, per sviluppare nuove proteine che rispondono ad alcuni problemi dell'umanità, pertinenti al mondo della chimica

Accademia Reale Svedese delle Scienze
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