Giornata mondiale contro la rabbia: ogni anno il virus uccide 60mila persone

La rabbia è una malattia ancora diffusa in alcune parti del mondo e continua a mietere vittime

Giornata mondiale rabbiosi

Si celebra oggi, 28 settembre, la Giornata Mondiale per la lotta alla Rabbia, un appuntamento che ci ricorda che questa malattia non è ancora stata estirpata in ogni area del mondo, tanto da mietere ogni anno quasi 60mila vittime umane di cui la maggior parte bambini.

I numeri sono decisamente agghiaccianti. Si stima infatti che la rabbia continui a uccidere con una media di 100 giovani vite al giorno, praticamente un bambino ogni venti minuti. Ad essere più colpiti sono i paesi in via di sviluppo, dove ancora la malattia è presente e non esiste una profilassi accessibile in caso di morso di cane infetto.

Per questo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha voluto attivare il progetto Zero to Thirty, che persegue l'obiettivo di sradicare la rabbia in ogni parte del mondo entro il 2030, attraverso una serie di iniziative di carattere umanitario.

Per raggiungere questo importante traguardo, la MSD Animal Health, azienda leader a livello mondiale nella salute degli animali, ha avviato una partnership con Afya Serengeti
Project
e Mission Rabies, realtà operanti rispettivamente nella zona della Tanzania e in paesi quali India, Malawi, Uganda, Sri Lanka, Thailandia.

Grazie all'azione coordinata da MSD Animal Health, che ogni hanno dona vaccini antirabbici per il controllo e l'arginamento della malattia, sono stati attivati programmi di vaccinazione di massa sui cani e di educazione della popolazione locale sulla diffusione della malattia e sulla sua prevenzione. I bambini, primi destinatari del progetto, sono stati coinvolti in corsi di formazione per comprendere i rischi del morso di animale infetto, come evitarlo e come agire in maniera tempestiva.

Queste le parole di Davide De Lorenzi, Medico Veterinario italiano, volontario Mission Rabies:

Purtroppo non esiste un modo precoce per accorgersi se un animale ha la rabbia: i sintomi iniziali sono essenzialmente neurologici e portano solo a lievi cambiamenti caratteriali e comportamentali. La sintomatologia più grave ed evidente si ha solo negli ultimi giorni di malattia quando ormai è troppo tardi.

Davide Lorenzi

Ancora:

Il morso di un cane rabbioso sull’uomo porta alla trasmissione della malattia e alla morte, se non vengono messi in atto specifici interventi di profilassi. Il dramma è che il 70% delle persone colpite da rabbia ha meno di 16 anni: sono bambini e ragazzi che banalmente sono abituati a giocare con i cani e che non conoscono i potenziali rischi di un morso o di un graffio. Le cure mediche sono spesso troppo costose se paragonate a uno stipendio medio di molte aree rurali dei paesi dove opera la nostra ONG.

Davide Lorenzi

In Italia e nella maggior parte dei paesi europei la rabbia è stata estirpata da molti anni, tanto che i nostri animali domestici non sono più soggetti all'obbligo di vaccino antirabbico, se non quando è previsto un viaggio fuori dai confini nazionali. Ma allerta Davide Lorenzi:

La rabbia è ancora presente in alcuni paesi dell’Europa dell’Est, anche se maggiormente diffusa negli animali selvatici, come la volpe, che potrebbe trasmetterla ai cani e quindi all’uomo.

Davide Lorenzi

Occhi aperti quindi, perché sottovalutare la pericolosità di questo virus è un errore che si paga carissimo.

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