Test di Medicina 2018: le irregolarità di 5 università italiane

Test di Medicina 2018: Consulcesi denuncia irregolarità, in particolare nel mirino 5 università italiane.

Test di Medicina 2018

Test di Medicina 2018, troppe irregolarità nelle università italiane per quello che riguarda gli esami di accesso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia. L'allarme, come sempre, viene lanciato da Consulcesi, network legale leader nella tutela dei medici e di chi aspira a diventarlo, che sul sito web Numerochiuso e attraverso la campagna social #MeLoMerito ha raccolto testimonianze sulle scorrettezze viste durante le prove d'esame.

Sono cinque le università italiane dove sono state segnalate maggiori irregolarità durante i test di ingresso alla Facoltà di Medicina: Milano, Catania, Palermo, Bari e Roma sono gli atenei dove gli aspiranti medici, a pochi giorni di distanza dalla graduatoria nazionale, hanno notato molte irregolarità.

I cinque atenei nel mirino sono stati l’Università Statale di Milano (14% dei casi), l’Università degli Studi di Catania (13%), l’Università degli Studi di Palermo (10%), l’Università degli Studi di Bari (9%) e La Sapienza di Roma (8%). Tra le accuse, ad esempio, l'uso di smartphone, la violazione delle procedure, mancati controlli.

Anche quest’anno il test d’ingresso alle Facoltà di Medicina ha dimostrato gravi inefficienze dal punto di vista delle regolarità delle prove, confermando la sua inadeguatezza nel selezionare i medici del domani, che sono la linfa vitale del nostro Ssn. A confermarlo, le centinaia di segnalazioni, in particolar modo relative all’utilizzo di Google durante la prova, che ci sono giunte da parte degli studenti di tutta Italia.

Consulcesi ricorda che il numero chiuso deve essere un'eccezione e non una regola, come prevede la Costituzione. Il network legale si è già attivato per avviare un dialogo con le istituzioni per trovare una soluzione per garantire alla Facoltà di Medicina un accesso meritocratico per risolvere il problema delle irregolarità e anche risolvere la carenza di camici bianchi.

Foto iStock

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