Polmonite a Brescia, la legionella non è nell’acqua degli acquedotti

Sono circa 400 le persone con polmonite nel bresciano: la legionella però non si trova nell’acquedotto.

Embolia polmonare

Il bilancio a Brescia e provincia ha davvero grandi numeri: sono 405 i pazienti con diagnosi accertata di polmonite. Di questi, 269 sono maschi (66,4% del totale), con un'età media di 64,6 anni (68,9 per le donne e 62,4 per i maschi). Inoltre, 42 sono le persone con positività alla legionella, di cui 31 maschi. L’età media è di 61,3 anni (67,4 le donne e 59,1 gli uomini).

Si sta ancora cercando l’origine dell’infezione. L’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera ha chiarito che la Legionella non si trova nell’acqua.

"I risultati dei campionamenti effettuati da Ats Brescia ci permettono di stabilire definitivamente che la causa non si trova nell’acqua degli acquedotti: tranquillizzo tutti cittadini sul fatto che possono continuare a bere e utilizzare in tutta tranquillità l’acqua della rete idrica. L’analisi dei dati ci permette di concentrare tutti gli sforzi messi in campo da Ats nelle torri di raffreddamento delle aziende. I risultati dei campionamenti effettuati in queste ultime, nei comuni maggiormente colpiti, sono positivi alla legionella. Dei 10 campioni analizzati sulle torri di raffreddamento di 3 aziende nei Comuni di Montichiari, Carpenedolo e Calvisano, 9 sono risultati positivi alla legionella".

Ovviamente le analisi devono continuare. L’assessore ha annunciato che il campionamento verrà esteso a un’area più ampia. Sono state riscontrate delle positività nel fiume Chiese.

“Il numero ridotto ci fa ritenere che non sia l’acqua del fiume la causa dei casi di polmonite riscontrate nelle ultime due settimane. Si ipotizza che la legionella fosse presente in pozze stagnanti, ma riteniamo che non ci siano le condizioni perché da lì si sia diffusa nell’ambiente. Ricordiamo che la legionella si diffonde solo attraverso acqua nebulizzata".

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